settembre 2008


Me lo becco con la facilità con cui si prende il raffreddore, si insinua come un virus che lavora da dentro partendo dalle basi per poi manifestarsi in tutta la sua forza; io, che non mi ammalo quasi mai, sono invece molto recidiva al morbo del “cambiamento”. Mi viene così spesso che ormai riesco a riconoscerlo dai primi sintomi anche da quelli che, in teoria, non sono ancora manifesti.

Fuori di me è tutto così piacevole, liscio ed equilibrato. Ad esempio, il fine settimana è appena trascorso leggero tra caffé nelle terrazze esposte al sole a parlare di tutto e di niente, cene al giapponese, musica e mojito in un locale simpatico, una sbirciatina alla techno parade che, se anche non c’entra molto con i miei gusti musicali e non, è comunque un evento  divertente; cos’altro? I prati di place de voges a prendere il sole con Mr Juste, coppia di amici più relativo bebé di nemmeno 2 mesi, l’irish pub vicino ad Opera, un bel pranzetto al Maccaroni mentre leggo un libro appena comprato in libreria, le poche ore di sonno, le risate. Ecco, soprattutto le risate. Si, perchè questo fine settimana ero nella fase simpatica; quando sono nella fase simpatica faccio e dico cose divertenti: tutti ridono e si divertono….

Dicevo. Sono giornate in cui fuori di me non si intravede ombra. Ma allora cos’è questo senso di inquietudine che mi si è aggrappato addosso qualche giorno fa? Ci sono dei momenti in cui sento tanta di quella energia da non riuscire a distribuirla bene e altri, come stasera, in cui mi sento stanca, scarica, all’estremo. Non riesco a stare composta a tavola, rido e straparlo, scherzo e gioco come una bambina. Poi basta un niente per innervosirmi ed avere reazioni esagerate in questo senso. Cambio idea,strada e programma in continuazione. Mi continuo a ripetere: vivi il momento.ti va di fare questo? Se la risposta è no…. E’ NO.

Il punto è che sto opponendo una resistenza verso qualcosa che tra poco esploderà. E’ inutile che faccia finta di niente. C’è un nuovo cambiamento in atto ed io dovrei solo lasciarmi andare. Solo che ho paura di portare ad un disequilibrio questa bella realtà che mi circonda, che ho costruito, che ho voluto. Ho paura perchè non so cos’è, non so di cosa avrò bisogno tra un istante. E nel momento in cui lo guarderò, quel bisogno, non riuscirò più a fare finta di niente. Non so che mi succede.

Ma forse sono solo stanca.

 

L’altra mattina ci siamo svegliati abbastanza presto per fare colazione insieme. Ho fatto per prima la doccia e avevo già deciso cosa mettere… eppure quando ho aperto la porta per uscire eri praticamente pronto anche tu! Mi hai chiesto di aspettarti un minuto così saremmo usciti insieme. Mi sono messa a correre e tu mi hai inseguito per le scale perchè volevi un bacio. “Se mi ami, raggiungimi!!!” ti ho detto. Hai iniziato a ridere e hai cercato di trattenermi afferrandomi per il trench perchè non sopporti che ci lasciamo senza baciarci.

Camminavo pensando a te, pensando a noi, a quanto mi sento leggera e felice la mattina. La gente mi diceva buongiorno o mi faceva un cenno con la testa pensando che stessi sorridendo a loro.

 

Invece è a te che sorridevo.

Ho fatto la spesa. Ultimamete fare la spesa, in casa Juste, significa compare latte, biscotti, cereali, panini al cacao ecc per la colazione della domenica e, qualche volta, del sabato. Stavamo pensando di subaffittare il frigo, tanto è sempre vuoto. A volte, mentre decidiamo di comprare qualcosa per cena o per per pranzo ci guardiamo e decidiamo di andare a mangiare da qualche parte. Ci vediamo talmente poco ultimamente che viziarci diventa un obbligo. Ho fatto la spesa, appunto, e ho comprato un sacco di idiozie in un bazar e delle cose serisssssssime in profumeria. Ho due buste piene di colazione (la facciamo insieme solo la domenica ma per bene……), una busta di incensi, candele profumate, un ombrello e una busta con una cipria compatta, una maschera per i capelli e un profumo. Sembrerà un pò superficiale ma è così: spendere mi mette sempre di ottimo umore.

Certo ci sono cose che i soldi non possono comprare.

Ma sono proprio poche.

 

Ed ora, poggiandomi sulla leggerezza di questi pensieri consumistici, mi congedo da questo post. Conpermesso.