Ciao sono tornata. Da una settimana ho ripreso la mia vita parigina dopo aver fatto ciao ciao con la manina alle mie vacanze. Tutto quello che poteva succedere in 25 giorni, di agosto per giunta, è capitato. Ora, senza dilungarmi troppo sulla cronaca vacanziera, posso certamente dire che mentre rientravo con Mr Juste mi sentivo scarica, stropicciata e un tantino stressata. Certamente ho preso un aereo alle 7 di mattina con due ore scarse di sonno alle spalle…(a causa del mio solito brutto vizio di fare tardi la notte, specie se la mattina devo svegliarmi all’alba). Il punto, però, è un altro. Ho fatto il pieno di emozioni e sono successe un sacco di cose importanti che uno proprio non si aspetta di trovare in una Cagliari bollente e desolatamente vuota di agosto. Fatti estremamente positivi o estremamente angoscianti, senza il minimo equilibrio. Esattamente come l’eccessivo caldo soffocante che a tratti lasciava spazio ad un ventaccio certo più fresco ma altrettanto fastidioso. Mai una via di mezzo. L’ho capito da subito che non ci sarebbero state vie di mezzo in queste vacanze.

E mentre io ritrovavo mio padre, Mr Juste perdeva il suo…definitivamente. Mr Juste che in quasi due settimane in Sardegna di abbronzato ha portato a casa solo le occhiaie.

Per tornare a casa nostra abbiamo preso due aerei passando per Milano. E’ stata una giornata fantastica. Non che Linate mi piaccia particolarmente, non che non mi rompa ad aspettare l’altro volo. Ma quel giorno li, fare quel cazzo di check-in è stato un modo per distaccarci dallo stress e dalla trsitezza degli ultimi giorni. Abbiamo comprato non so quante riviste, abbiamo fatto colazione, abbiamo parlato, giocato… Arrivare a Parigi, inserire il mode on francese, prendere la metro, restare sotto ad un fottuto acquazzone finalmente fresco, da dover mettere un maglione, aprire la porta di casa, buttarci nel nostro letto dopo una doccia, bere il the e chiacchierare, andare a cena in una delle nostre brasserie preferite… Tutto questo ha avuto un sapore squisito, il sapore di qualcosa che ti piace e che ti è mancato. Finalmente lui ed io, due giorni ancora tutti per noi senza orari e impegni, senza cene, appuntamenti e programmi. E’ stato questo il rientro alla nostra vita DISORDINATA. Ed oggi, ad una settimana di distanza, dopo 5 giorni lavorativi sinceramente piacevoli e volati via, va decisamente meglio.