Se nella vita di tutti i giorni si potesse scegliere il proprio stato come accade in Msn o skype, qualche volta imposterei volentieri “l’invisibile”. Esserci, guardare, osservare in silenzio, senza il rischio che qualcuno ti veda, ti fermi, ti chieda. Decidere di intervenire solo se ne vale pena e non perche si deve e perchè qualcuno se lo aspetta. A volte non ho voglia di rispondere nemmeno alle domande più cretine. A volte soffro durante lo scambio dei più e dei meno. Del resto anche quando sei invisibile puoi ricevere i messaggi di chi vuole raggiungerti. E’ una chiusura a metà, una porta socchiusa.

Ogni tanto ho voglia di tenere tutti un pò a distanza e guardarli da lontano. Iniziare a correre via improvvisamente e voltarmi solo per vedere chi mi viene dietro. Oppure restare ad osservare e ad ascoltare come gli altri raccontano se stessi, la loro vita, il loro passato. Quando sto su invisibile ho voglia di sentire e capire, di fare domande ma di lasciare me stessa da parte, dimenticarmi per un momento che esisto. Invisibile più per me che per gli altri.

E’ solo che a volte mi sento ingombrante come un bagaglio da 25 Kg su un volo easyjet.