La mattina è un bacio che mi sveglia; quando faccio per alzarmi Mr Juste mi trattiene con un forte abbraccio ed io non è mi opponga molto per liberarmi. Il secondo bacio è del caffè. Il terzo della musica nelle orecchie e dell’aria fresca appena esco. Stamattina in metro ho visto una ragazza che giocava con il cubo di rubic. Velocissima, impegnatissima: credo volesse superare un proprio record. Che so: prima della stazione Louvre-Rivoli devo aver finito. Va bene, questo l’ho immaginato io, non so se poi sia vero. Sta di fatto che, attirati dal suo impegno, io ed altre persone seguivamo attentamente ogni suo girare, controllare, separare. Mi è quasi dispiaciuto dover scendere prima di veder realizzato il suo record. Pensavo a quanto mi piace osservare gli altri quando sono intenti a fare qualcosa che li rapisce totalmente. Ad esempio Mr Juste quando cucina sembra un bambino che gioca con la plastillina. Mio fratello quando suona la chitarra sembra che tocchi qualcosa di morbido che si muove. Luce quando mette lo smalto rosso sulle unghie lo fa con una lentezza ed una precisione che sembra una vera pittrice. Cos’è che crea questa magia? Io ho trovato una sola risposta.

L’impegno.

Quando ci impegnamo diventiamo belli, irresistibili. Sarà che in quell’esatto momento in cui decidiamo di fare quella detarminata cosa ci anima la sola sensazione del”posso farcela”. Poi magari la ragazza della metro non ha finito il suo cubo, magari Mr Juste abbonda un pò di sale, mio fratello perde il tempo e lo smalto di Luce sbava un pò. Ma questo non ha nessuna importanza. Perchè per un attimo eravamo li, in quella cosa, con l’attenzione che richiama all’ordine testa, mani, occhi, gambe….e tutti rispondono “presente”.

E’ l’impegno che ci fa arrivare dove non avremmo mai sperato.  E’ grazie all’impegno che si può cambiare e si può far cambiare.

PS. Mr Juste sostiene  sia impossibile che lui possa abbondare con il sale. Come mio fratello senz’altro non considera possibile che possa perdere il tempo. Ma questo è un altro aspetto e te lo racconterò quando scriverò della “presunzione”!! :)))

Qui da Parigi è tutto. Ora si cena. Stasera cucino io.

 

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