maggio 2008


Valeriascrive è proprio come dici tu. A volte ho voglia di chiuderlo questo blog, di cancellarlo perchè sento che mi assomiglia sempre di meno. Infatti, se tu ti sei sentita intimidità con l’aumento delle visite, ciò che intimidisce me è sapere che le cose che scrivo siano lette anche da persone che conoscono la mia vera identità. Questo comporta che, a tempi alterni, mi metta dei problemi a scrivere di certe cose perchè penso che potrebbero non essere capite, interpretate male. Infatti a volte le persone si sentono attaccate o giudicate seguendo logiche incomprensibili (almeno per me). Ad esempio: se un giorno scrivi “mi piacciono le persone che viaggiano tanto” quella dallo stile sedentario potrebbe risentirsi. Oppure se scrivi: “penso che le donne snelle siano più belle e intelligenti” automaticamente quelle ciccione si sentono attaccate. Perdona questi stupidi esempi ma mi sono svegliata alle 3 del pomeriggio e il cervello è quello che è. Comunque il punto è che,  al di fuori dal blog, mi metto molti meno problemi e non rinuncio mai alla mia opinione anche se spesso ho dovuto pagare per questa franchezza. L’errore che faccio è aspettarmi sempre che il mio prossimo sia abbastanza intelligente da capire e accettare dei pensieri e delle opinioni diverse dalle proprie; che sia in grado di capire uno stato d’animo senza necessariamente usarlo contro di me appena si presenta l’occasione. Con il tuo commento mi hai fatto pensare che l’ultima volta i  pensieri erano tanti, come d’abitudine, e accompagnati da una discreta voglia di scrivere ma ho nascosto il tutto dietro una frase insipida, quella che hai letto sotto. Magari non era intenzionale, ma con il tuo commento mi hai ricordato che le cose che faccio a con la verità delle mie emozioni sono più belle e più forti. Mi hai ricordato che io non mi nascondo mai, non amo farlo e non è veramente nel mio stile. Mi hai ricordato che se chi legge ha voglia di interpretare liberamente e dare una versione propria a ciò che legge è solo un SUO problema. Mi hai ricordato che non provo vergogna quando sono nuda con tutte le emozioni e i sentimenti di fuori. Allora perchè devo iniziare a farlo in questo blog? Perchè devo essere qui qualcosa che non sono? Certo la scritta in alto “avanzi dei pensieri” non è casuale: qui arriva quello che non serve, i riufiti che mette via il mio cervello (nemmeno tutti perchè con la raccolta differenziata certi finiscono altrove per essere riciclati). Però forse anche io ad un certo punto, ho iniziato a scrivere in terza persona senza rendermene conto e voglio ritornare alla prima. Tu che fai? Ci provi anche tu?

Alle 11.35 di questa domenica non sono ancora pervenuti pensieri rilevanti da inserire in questo spazio. Evidentemente non è avanzato niente da ieri.

Scrivo semplicemente per domandare alle persone che sono arrivate a in questo blog digitando: “donne sole che vogliono scopare” e “culo e tacchi”…..

         

                                     SI PUO’ SAPERE COSA VAI CERCANDO???!!!

Sabato, sole, caldo, tutto bene anzi benissimo. Mi sembra un ottima giornata per ubriacarmi. E’ ufficiale…oggi l’aperitivo inizia prima di pranzo e prosegue ad oltranza! Forse tornerò….ma non so quando, non aspettarmi.

Cheerssssssssss!

Giornate come questa iniziano presto con il sole caldo e già alto che mi da il buongiorno. A dimostrazione che si tratta di una giornata speciale, esco in largo anticipo e cammino leggera e sicura dentro ai jeans che ho scelto e che sembrano starmi così bene, oggi. La cravatta a quadri troppo grande che scende larga sulla camicia mi ricorda quanto sia importante non prendermi mai troppo sul serio, soprattutto in giornate come questa. Sento i piedi freschi e forti sui sandali e marcio spedita, elettrica, divertita, mettendo avanti a tutto questo un sorriso dispettoso. E’ lo stesso sorriso che ho quando sto per fare un gioco da brivido con la consepevolezza che sto per provare l’emozione di un tuffo al cuore. Oggi però, nessun giro di giostra ma solo un nuovo inizio. SOLO. Cambierei lavoro e Paese altre mille volte se ciò mi garantisse di provare, di tanto in tanto, questa sensazione. Leggevo da qualche parte che la vertigine (contrariamente a quanto sostiene Jovanotti in una sua nota canzone) non è altro che un’ irresistibile attrazione per il vuoto. Sarà vero che tutte le volte ho voglia di buttarmi sotto? Non so, non so rispondere….ma di sicuro mi piace stare in alto a guardare ed emozionarmi. Fino al prossimo giro, of course.

Ci sono dei momenti in cui ho la chiara percezione del cambiamento. Ci sono luoghi, fatti e persone sulle quali inciampo inevitabilmente e che tutte le volte mi rendono un pò diversa, un pò cambiata, un pò meno e un pò più. Una cosa è certa: ci sono cose che non torneranno mai più al loro stato d’origine. Io non sono più la stessa, eppure mi sento sempre uguale. Mi accorgo che qualcosa è cambiato quando sento persone che non vedo tanto e, nonostante l’affetto smisurato, le sento lontane, immutate, come dei ricordi recuperati da un  passato recente divenuto comunque passato.

E’ da tanto che non torno a Cagliari. E’ da tanto che non vedo mia madre, miei fratelli. Mi rendo conto sempre di più che nonostante skype, msn, webcam e microfono sia difficile renderli partecipi della mia vita qui. Mi sembra che non riescano a cogliere le cose che racconto, i cambiamenti che vivo. In giornate come queste, fatta sera, mi viene da pensare che le telefonate “come-stai-bene-tu-a-presto” siano tanto inutili quanto necessarie.