Se la domenica fosse una persona, sarebbe pesante, inutile e stronza. Ladra, per giunta. Ladra di voglia di fare. Me la immagino brutta e spettinata che ti costringe a tenere gli occhi chiusi quando tu ti vuoi svegliare. Poi ti si appende dietro alla schiena per tutta la giornata rendendo spiacevole ogni spostamento, ogni decisione. Caffè lunghissimi, sospiri, sbadigli. Guardo un film. No. Vado a correre. No. Vado in piscina. No. Esco un  pò. No. Certe domeniche così rimandi la doccia ora dopo ora, dormi ancora un pò anche se non hai sonno, ti pettini per la prima volta verso le 7 del pomeriggio. Sarà che ieri è stata una giornata PIENA. Sarà che la domenica…è proprio una giornata del cazzo. Ho finito anche il MIO caffè lungo! Dovrò rispolverare la caffettiera ma non è la stessa cosa.

Oggi, però, è una giornata importante perchè tanti cittadini italiani potranno sentirsi parte dell’avvenire del Paese.  Posso iniziare a ridere ora oppure aspetto lunedì sera?

Ultimamente sento dire o leggo i classici clichè sul diritto di voto, sull’importanza di non sottrarsi a tale compito e bla bla bla. Insomma…quelle cose che impari a scuola, quel concetto civico che ti inchiodano in testa da quando sei giovanissimo e che, probabilmente, è anche l’unico concetto che il popolo italiano conosce e ripete con aria seria tutte le volte che si parla di elezioni. In linea di principio condivido e non ho mai mancato ad un’appuntamento elettorale. In linea di principio credo anche che la politica non possa essere un interesse da relegare a due giornate, un match tra una e un’altra fazione. Ma vogliamo mettere in dubbio l’importanza del tifo? Gli italiani sono in grado di tifare anche ad una partita di bocce tra nonnetti. Figuriamoci se non si infervorano in una disputa tra pagliacci come quella che ci offrono i nostri cari politici. Per non farla troppo lunga, votare in questi giorni significa favorire i cazzi dell’ UNO o dell’ ALTRO. Noi siamo chiamati a fare questa scelta importantissima. Poco importa che dopo nulla verrà fatto per favorirci, nulla verrà cambiato. Dai, lo sappiamo tutti che funziona così e oggi più di prima. Non è un discorso qualunquista è un vero e proprio atto di coscienza. Credo che le persone dovrebbero riflettere più e meglio e capire dove sta l’imbroglio. Mi dispiace ma nessuno avrà voglia di curare gli interessi dell’ Italia. NESSUNO proprio. Forse non tutti i politici sono dei magnaccioni ma quelli in cui individuo una certa integrità sono tutti a sinistra e tutte mosche bianche che non riusciranno mai a cambiare la logica delle cose. Quello che avrebbero dovuto fare gli italiani in questi giorni sarebbe stato NON VOTARE AFFATTO o esprimere in sede di seggio L’IMPOSSIBILITA’ a farlo. Questo sarebbe stato un bel segnale d parte della gente. Il coraggio di dire che NON ABBIAMO NESSUNA VOGLIA DI SCEGLIERE TRA UNA MERDA BIANCA ED UNA NERA perchè sempre merda è!! Eppure, sembra ormai radicata la filosofia DEL MENO PEGGIO.

Riporto dal blog di Beppe Grillo un post che condivido dalla prima all’ultima parola.

 

 

Il meno peggio è figlio del peggio. E’ una sua creatura. Senza il peggio non potrebbe esistere il meno peggio. Il peggio è il punto di riferimento dell’italiano, gli serve da orientamento. L’italiano cerca sempre di migliorare rispetto al peggio, il meno peggio è un salto di qualità. L’italiano sceglie il dentista meno peggio, legge il giornale meno peggio, ascolta la trasmissione televisiva meno peggio, lavora per la società meno peggio, vota per il partito meno peggio, si fa operare nell’ospedale meno peggio, mangia nel ristorante meno peggio, guida per la strada meno peggio, telefona con la compagnia meno peggio, respira l’aria meno peggio, abita nell’appartamento meno peggio, usa il notaio meno peggio, si fa seppellire dalle pompe funebri meno peggio nella tomba meno peggio.
Il peggio è il miglior alibi dei meno peggio. Piuttosto del peggio è sempre meglio il meno peggio. Meglio dell’Alitalia, di Testa d’Asfalto, della Telecom Italia, della RAI può fare chiunque. Senza il peggio chi avrebbe votato D’Alema, viaggiato Air One, ascoltato Rete 4 o telefonato con Wind? Però… c’è un però: perché si deve scegliere tra il peggio e il meno peggio? Perché questo ricatto? Io non voglio una vita meno peggio. La pretendo normale, anzi la voglio bella, ottima, eccellente. Forse non ci riuscirò, ma devo, ho l’obbligo, di provarci.
Il meno peggio ci ha portato l’indulto, l’inciucio, i condannati in Parlamento, gli inceneritori, la Campania-Chernobyl, Mastella ministro della Giustizia, un debito pubblico di 1630 miliardi di euro, la crescita economica più bassa d’Europa, il precariato, l’informazione imbavagliata, una legge elettorale incostituzionale, la Forleo e De Magistris trattati come dei criminali. Tutto figlio del meno peggio. Il peggio e il meno peggio sono come due fratelli siamesi. Inseparabili dalla nascita. Se uno muore, l’altro lo segue subito.
Il miglior elettore dello psiconano è stata la sinistra di D’AlemaViolanteFassinoLaTorre e di Topo Gigio che, novello leader, lo invita pubblicamente a definire insieme la nuova legge elettorale escludendo gli alleati di Governo. Il miglior elettore dei diessini-diossini, ora pidini, è Testa d’Asfalto. Senza di lui come potrebbero giustificare la loro esistenza? E’ da 15 anni che il peggio è il loro cavallo di battaglia. 15 anni di continuo sprofondare dell’Italia, di decisioni mai prese contro il peggio. Ma cosa potevamo aspettarci di diverso? Peggio o meno peggio,
sempre peggio è”

 

Ecco io non ci sto. Io voglio, pretendo, cerco solo il meglio. Che nessuno mai mi venga a dire “chi si accontenta gode” o c”è di peggio” perchè non ho bisogno di andare in  Africa o nei paesi orientali depressi per poter dire che l’ Italia è una vergogna, che l’Italia è l’albania dell’Europa, che “sti cazzi agli spaghetti al pomodoro e alle giornate di sole: in Italia si sta male, si vive male e la fa da sovrana una mentalità del cazzo provinciale e bigotta. Sono proprio contenta che da domani qualcuno potrà continuare a guadagnare un sacco di soldi alla faccia di tanti diligentissimi elettori da nemmeno 1000 euro al mese (nel migliore dei casi) che hanno esercitato il loro sacrosanto INUTILE diritto di voto. Sono contenta si fa per dire. Sono contenta è un’espressione ironica. Perchè in realtà sono incazzata da morire e non so nemmeno se prendermela con chi si candida o con chi li vota!