Avrei così tante cose da scrivere che non saprei nemmeno da dove cominciare.  Ho troppi pensieri che si spingono l’uno con l’altro senza rispettare il turno. Tante emozioni che si mescolano creando uno strano sapore. Faccio sogni strani, intensi…veri. Non saprei come spiegarteli ma a volte riesco a “toccare” quello che sogno.

 

Ho notato che, quando parlo, le parole scendono a cascata e mi sembra di non riuscire a spiegare bene perchè finito un concetto c’è già l’altro che incalza.

 

Mi confondo.

 

Non sono più sicura di un sacco di cose. Osservo quello che succede e mi chiedo se per caso stiamo vivendo il punto di non ritorno. Vorrei fare come molti e pensare al “mio” chiudere la porta di casa, godermi l’amore che sento e che ho, le piccole soddisfazioni, l’equilibrio tra ciò che riguarda me e le persone che amo; vorrei fare come molti e pensare solo a far quadrare i miei conti, le mie entrate e le mie uscite su tutto ciò che riguarda la mia vita. Vivo intensamente tutto questo ma non riesco a non pensare che stiamo vivendo un periodo storico strano, un momento che a viverlo mi inquieta molto.

 

Non è normale che l’altro giorno qui abbia nevicato per qualche minuto quando l’anno scorso nello stesso periodo la temperatura sfiorava i 30 gradi.

 

Ci sono un sacco di cose che non mi sembrano normali.

 

Leggo le news un paio di volte al giorno. Ho sempre la sensazione di sentire solo balle e omissioni gravi. Lo so, non è solo una sensazione.

 

Ho sempre voglia di sentire anche l’altra campana. In ogni caso.

 

Non potrò votare. Non ho ancora cambiato residenza (cosa che farò molto presto) e non mi è possibile tornare a casa. So che non ha molta importanza: il Paese verrà consegnato IN OGNI CASO a dei buffoni delinquenti travestiti da politici. Incredibile, pensare che questa sia l’unica certezza dell’ Italia. Non parlano per noi, nemmeno quando fanno i video d’impatto e le canzoncine alla moda che fanno molto figo, molto PATHOS. Soffro. Da lontano. Mi dicono “ma che te ne importa, lo sai che le cose vanno così”. Non vedo speranze, non vedo vie d’uscita. Invidio chi va a votare Walter Veltroni pensando “proviamo questo che è nuovo, simpatico e dice belle cose”. Invidio chi riesce a credere che l’origine di tutti i mali si chiami Silvio Berlusconi. Certo ha dato un grosso contributo ma ho capito che a quei livelli sono tutti uguali: la faccia diversa di una stessa moneta. Già…lanciare una monetina nella cabina del seggio penso possa essere un modo giusto per fare una scelta DEGNA di questa pagliacciata. Chiudo qui se no divento pesante.

 

Mi vengono in mente un sacco di persone a cui voglio o ho voluto bene. Mi capitano per caso tra le mani vecchie dediche su libri o foglietti sparsi. Oppure invertendo per sbaglio l’ordine cronologico della posta elettronica ho ritrovato vecchie email. Ci sono amiche che non sono più amiche le quali continuo a volere bene. Mi chiedo se per loro è lo stesso. Mi chiedo se per loro è mai stato lo stesso.

 

Questo pomeriggio mi sono addormentata e non riuscivo più a svegliarmi.

 

Dovrei imparare ed inventare una scena in qualche giorno ma continuo a rimandare.

 

Penso che qualche volta scegliere non mi piace. Non mi piace nemmeno fare buon viso a cattivo gioco. Penso che potrei essere meglio di quello che sono. Penso alle volte in cui ho ferito le persone che mi vogliono bene. Penso che quello che ho a volte non lo merito.

 

Latte di soia e biscotti o pizza?? Ho fame.

 

Ho voglia di una sorpresa. Ancora una.

 

C’è un’aria strana stasera, una strana elettricità. Ho come la sensazione che debba succedere qualcosa. Non saprei se bella o brutta ma qualcosa che porterà un cambiamento. Forse è solo l’effetto dei sogni di questi giorni.

 

Ti abbraccio forte…anche se sei entrato a leggermi per giudicare quanto sono stronza. Non so, ti abbraccio forte. Magari ne hai bisogno anche tu.