Provo una bella sensazione stasera e ho l’impressione di avere stampato in viso un sorriso idiota. Sono stata al museo d’ arte contemporanea con una mia amica. Sono sensibile alla bellezza, all’ingegno, alla follia e questo basta per mettermi di buon umore. Finite le sale di esposizione siamo ovviamente cadute nella sala da the del museo dove

abbiamo mangiato e parlato a lungo: di dolci, di viaggi fatti, di uomini, di lavori all’estero e in Italia, di come si scopra qualcosa di più di se stessi quando ci si confronta con nuovi posti e nuovi traguardi. Apprezzo di lei la totale libertà nel vivere le proprie scelte senza alcun tipo di condizionamento. Lavora quanto basta durante la settimana ma per il resto dei giorni si dedica al suo sogno, alla sua passione. Ad un’età in cui la maggior parte si aspetterebbe da lei una casa, un marito e dei figli, lei fa spallucce e dice ” Non sono una ragazza come le altre, non lo sono mai stata!” Quando parla usa un tono positivo e pieno di energia; certo non è stato per niente facile e ancora adesso salta sempre fuori qualche problema da risolvere. Non le interessa guadagnare tanto se questo significa stare ore e ore dietro ad un lavoro che non le piace. Mi parla delle sue esperienze di lavori d’ufficio fatti in Italia come della sua peggiore esperienza di vita. Mi dice che dei soldi non le importa nulla, le basta quello che guadagna per vivere e proseguire nel suo obiettivo artistico. Passa in rassegna le storie d’amore che ha vissuto e che ha troncato tutte le volte che si accorgeva che erano finite. Non ha mai scelto la comodità, la convenienza o la strada comoda…in nessun ambito. Ha sempre lasciato che la gente parlasse. Mi dice che sta bene, che si sente libera e felice della sua vita. E si vede! Sarà per questo che a 40 anni ha ancora l’aspetto, gli occhi vivi ed il temperamento di una ragazzina! Quanto fa bene vivere come si vuole, assecondare le proprie ambizioni….Quanto fa bene lasciare da parte tutti gli schemi di vita previssuta, quelli con le tappe già stabilite. E’ quello che insegnano anche certi artisti contemporanei: la mia realtà è quella che vedo io, con le forme, i colori, le prospettive che sento.Sono stata anche al Palais du Tokyo dove ho sfogliato un libro bellissimo di immagini scattate da Nan Goldin. Vidi una sua mostra fotografica al Pompidou e rimasi commossa dalla meraviglia che rappresentava: immagini intime di vita di coppia di alcuni suoi amici (sia etero che gay…). La verità che è riuscita a cogliere in pochi istanti è disarmante e di una bellezza abbagliante. Stasera sfogliando il libro che mi è proprio capitato per caso tra le mani, ho rivisto quelle immagini e ancora una volta mi sono emozionata.

Avrai senz’altro visto “Arancia Meccanica” di Kubrik….ecco, stasera al Palais du Tokyo ho anche visto un cazzone di ceramica uguale a quello che nel film il terribile Alex scaglia addosso alla povera donna aggredita in casa! Costo: 1200 euro.

 Si, sto proprio bene stasera….ora ci vorrebbe solo un bicchiere di vino e delle candele accese. E lui, naturalmente.

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per chi non lo ricordasse....