Questa mattina ho premuto snooz non so quante volte ma abbastanza da alzarmi un’ora dopo il previsto! Perchè è sempre così difficile lasciare il mio letto (non proprio lui in realtà…)? Perchè prima di mettermi in posizione verticale ci vogliono almeno 10 tentativi falliti tra le sue braccia? Tutto questo è bellissimo, lo so, ma rappresenta un attentato alla mia puntualità; chi mi conosce avrà già fatto una faccia strana perchè io e la puntualità siamo proprio due concetti opposti. Eppure ultimamente riesco spesso ad essere puntuale….Sarà che libera da badge e imposizioni non sento più l’effetto “carcere”su di me e questo mi rende…..più motivata! Il risveglio procede: solo un caffè mug lungo e dolcissimo di zucchero di canna. Non amo saltare la colazione ma ho dovuto sacrificarla per guadagnare minuiti; in più non avevo fame ma solo molto sonno. Decidere la notte prima cosa devo indossare mi permette di prepararmi con lo stesso tempo che impiegherebbe una persona normale! Accade che la me in versione notturna scelga già abbinamenti, scarpe e tutto il resto come a dispensare la me della mattina da qualsiasi capacità decisionale….una sorta di tacita interdizione dovuta al risveglio invalidante! Quando questo non accade, finita la doccia infilo, tolgo, cambio, non trovo oppure trovo ma è da stirare e mi isterizzo concludendo il tutto con un’assurda constatazione: non ho nulla da mettermi!! La fase preparazione prevede anche l’allestimento borsetta con navigò, ipod, telefono, qualcosa da leggere, qualcosa da mangiare, ecc. Questo momento si conclude di fronte alla porta di ingresso dove spicca un post it con su scritto un profetico: PRENDI LE CHIAVI!! Perchè io mi aiuto da sola!🙂 Esco e procedo con passo deciso. Più che deciso veloce. Diciamo che a volte mi metto proprio a correre! Quando questo accade osservo che tutti gli altri camminano sempre piano, tranquilli e nella metro leggono, dormono e non tradiscono nemmeno un minimo di preoccupazione quando le porte si chiudono qualche secondo di ritardo. Questo significa solo una cosa: che sono usciti di casa in anticipo! Io, invece, anche sulla metro sto in posizione da centometrista pronta a ripartire arrivata alla stazione giusta e durante il tragitto faccio uno sforzo mentale per aiutare la metro ad andare più veloce, quasi faccio il tifo “dai, vai, coraggio….questa saltala…nooooo, non caricarli questi….!!” So benissimo che per fare quelle 6 fermate ci metterà 6 o 7 minuti…ho cronometrato un sacco di volte ma ogni volta spero in un nuovo record! Mentre tutto ciò avviene faccio la mia solita promessa, quella che mi ripeto da anni e che mai ho mantenuto. Lo dico credendoci tutte le volte e quasi ad alta voce: “da oggi vado a letto presto!” che già in tarda serata si trasforma in un “…o almeno non eccessivamente tardi”. 

Anche per oggi non l’ho mantenuta. Nella mia vita precedente sono stata di certo un marinaio. Maschio. Con un uomo in ogni porto.