marzo 2008


Ieri è stata una giornata incredibile! Ho avuto ottime notizie sul mio lavoro ed una promozione che non mi aspettavo di certo così in fretta. Quando mi hanno chiamata per farmi la nuova proposta non so perchè ma non mi aspettavo niente di buono o di particolarmente eccitante. Invece appena ho sentito quella frase, quella domanda (che veramente era solo retorica…) ho tagliato in due la mia faccia con un sorriso kilometrico. “Come??! E me lo chiedi??! Era proprio ciò che volevo fare!” Sono felicissima, raggiante e a maggio inizierò un nuovo lavoro che penso non sarà semplice ma mi appassionerà moltissimo. Mentre tornavo a casa con la musica a tutto volume nelle orecchie e la solita camminata veloce mi sono sentita leggera…sempre di più. Mi ripetevo “Ce la sto facendo…” Anche a livello artistico ho iniziato ad ingranare e proprio in questi giorni ho avuto delle proposte. Insomma, mi sembra che dopo tanta fatica, lavori lasciati per altri lavori, rischi, incognite e tutto il resto…il mio coraggio venga premiato. Lo posso dire? Sono orgogliosa, sono felice di averci provato, di aver fatto tutto da sola, senza aiutini di nessun tipo, lottando con le mie insicurezze, i sensi di inadeguatezza, con la paura di non farcela. La mia autostima cresce ed oggi me la voglio coccolare per bene. Oggi me lo dico da sola “BRAVA” perchè, signore e signori, me lo merito proprio!

Cheers, alla mia!!

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buonapasqua.jpg A me la Pasqua mi sta proprio sulle palle. In generale le feste comandate non mi interessano: punto primo perchè non sono cattolica quindi per me non rappresentano nessun simbolo e punto secondo mi irrita abbastanza “il dovere del festeggiamento”. Ora…tra le feste che proprio non sopporto si giocano il primo posto in classifica il ferragosto e la Pasqua. Il primo perchè generalmente cade in una giornata insopportabilmente calda, con spiagge super affollate che sembrano un incubo ad occhi aperti e per il resto posti completamente desolati e tristi. La Pasqua, a parte le uova di cioccolata, la trovo proprio inutile e mi ha sempre messo una profonda angoscia addosso. Sarà che coincide con l’inizio della primavera e, a volte, la luce primaverile si impone troppo presto e troppo su umori non proprio chiari dando un senso di inadeguatezza, come una sveglia che suona alle 7 di mattina quando hai ancora molto sonno! In più mi verrebbe da scagliare un pugno in faccia a tutte le persone che chiedono “Che si fa il lunedì di Pasqua?” Conformismo puro che mi crea una reazione allergica immediata. Per fortuna dove vivo ora alla Pasqua non ci pensa proprio nessuno….sembra una festa dimenticata (anche se poi non si lavora ecc ecc). A prescindere dalla mia completa indifferenza tendente al disprezzo nei confronti di queste festività, me ne infischio proprio se gli altri amano onorarle come copione sociale vuole. San Valentino, Natale, Primo maggio, Sant’Efisio…..io non batto ciglio quando si creano le schiere tra gli anti-festa e i festaioli perchè mi viene da pensare che se uno a Natale ha voglia di sentirsi più buono, a ferragosto abbronzatissimo e vacanziero, a pasquetta il re del pic nic sui prati e a san Valentino innamoratissimo, tutto questo è molto bello e non posso che rallegrarmi per chi la vive così. C’è solo una cosa che mi avvelena il sangue in queste occasioni più che in altre: che tutte queste fottute feste prevedono super menu a base di animali che vengono uccisi solo per riempire la pancia di un sacco di gente che nemmeno realizza di mangiare cadaveri ma che mai ucciderebbe un animale con le proprie mani. E’ proprio impossibile pensare ad un pranzo senza morte? Perchè è così difficile almeno avvicinarsi all’idea del rispetto? Ho sempre meno voglia di giustificare chi sceglie un certo tipo di alimentazione. Perchè di SCELTA si tratta, anche a tavola. Ed è più forte di me: quando sento discorsi sul rispetto, la solidarietà, l’amore per gli animali consumati insieme ad un bel pezzo di bistecca al sangue, mi appare accanto all’interlocutore la scritta “una dimostrazione di incoerenza”. Mi domando sempre se i carnivori si siano mai soffermati a vedere come muore un pesce appena pescato, gli occhi di maiale o di un agnello che vengono uccisi….Eppure nessuno cucinerebbe per Pasqua il proprio gatto o il proprio cane. Mah…valle a capire certe logiche. Non so, ma io non riesco proprio a mangiare nulla che abbia avuto degli occhi ne a Pasqua ne mai.

una vegetariana convinta

Sono in grado di cucinare delle cose disgustose. Non accetterei mai un invito a cena da me stessa. A volte, anche un piatto semplice semplice in cui si deve fare poco e niente, io so renderlo immangiabile. Se non fosse ancora chiaro, a me cucinare non piace proprio. All’origine dei mie disastri si trova la totale assenza di interesse che mi accompagna in cucina: non riesco a concepire di stare davanti alle pentole, girare, mischiare, regolare la fiamma senza fare nient’altro. Io mi annoio, mi annoio da morire! In assoluta democrazia, lascio i che i cibi siano liberi nella loro cottura. Mi limito a dire: ripasso tra 10 minuti per una controllata. Quindi mi perdo tra PC, cellulare, cassetti  qualcos’altro e quando torno trovo le mie creazioni distrutte. Va bene, magari i minuti non saranno stati proprio 10 ma qualcuno di più….però!! Insomma il mio piacere nel cucinare è indirettamente proporzionale al mio piacere nel mangiare. Ad onor del vero, però, devo dire che quando mi ci metto faccio delle cose proprio buone e speciali tanto che sospetto di avere un piccolo talento culinario sepolto sotto kili di disinteresse. Un giorno passato di questo mese in corso, ho preparato delle zucchine ripiene. Va bene, non è una ricetta difficilissima ma sono venute buonissime e belle da vedere (il tocco artistico non può mancare). Ho fatto tutto a modo mio: ho iniziato a mezzanotte e nel frattempo mi facevo la ceretta. Uno strappo e hop….mescola il ripieno…uno strappo e hop… integlia tutto….Poi le ho lasciate incustodite al forno durante una bella doccia perchè mi piace il brivido di rischiare “l’effetto bruciato”. Invece, con mia grande sospresa, non c’è stata una pecca: zucchine ben cotte e buonissime sistemate in modo creativo sui piatti bianchi per una cenetta alle 2 di notte (si…non abbiamo orari consueti..) e depilazione perfetta!!! Sono grandi soddisfazioni.

Bene…fatte queste zucchine sono a posto per almeno un anno.

How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?

Provo una bella sensazione stasera e ho l’impressione di avere stampato in viso un sorriso idiota. Sono stata al museo d’ arte contemporanea con una mia amica. Sono sensibile alla bellezza, all’ingegno, alla follia e questo basta per mettermi di buon umore. Finite le sale di esposizione siamo ovviamente cadute nella sala da the del museo dove

abbiamo mangiato e parlato a lungo: di dolci, di viaggi fatti, di uomini, di lavori all’estero e in Italia, di come si scopra qualcosa di più di se stessi quando ci si confronta con nuovi posti e nuovi traguardi. Apprezzo di lei la totale libertà nel vivere le proprie scelte senza alcun tipo di condizionamento. Lavora quanto basta durante la settimana ma per il resto dei giorni si dedica al suo sogno, alla sua passione. Ad un’età in cui la maggior parte si aspetterebbe da lei una casa, un marito e dei figli, lei fa spallucce e dice ” Non sono una ragazza come le altre, non lo sono mai stata!” Quando parla usa un tono positivo e pieno di energia; certo non è stato per niente facile e ancora adesso salta sempre fuori qualche problema da risolvere. Non le interessa guadagnare tanto se questo significa stare ore e ore dietro ad un lavoro che non le piace. Mi parla delle sue esperienze di lavori d’ufficio fatti in Italia come della sua peggiore esperienza di vita. Mi dice che dei soldi non le importa nulla, le basta quello che guadagna per vivere e proseguire nel suo obiettivo artistico. Passa in rassegna le storie d’amore che ha vissuto e che ha troncato tutte le volte che si accorgeva che erano finite. Non ha mai scelto la comodità, la convenienza o la strada comoda…in nessun ambito. Ha sempre lasciato che la gente parlasse. Mi dice che sta bene, che si sente libera e felice della sua vita. E si vede! Sarà per questo che a 40 anni ha ancora l’aspetto, gli occhi vivi ed il temperamento di una ragazzina! Quanto fa bene vivere come si vuole, assecondare le proprie ambizioni….Quanto fa bene lasciare da parte tutti gli schemi di vita previssuta, quelli con le tappe già stabilite. E’ quello che insegnano anche certi artisti contemporanei: la mia realtà è quella che vedo io, con le forme, i colori, le prospettive che sento.Sono stata anche al Palais du Tokyo dove ho sfogliato un libro bellissimo di immagini scattate da Nan Goldin. Vidi una sua mostra fotografica al Pompidou e rimasi commossa dalla meraviglia che rappresentava: immagini intime di vita di coppia di alcuni suoi amici (sia etero che gay…). La verità che è riuscita a cogliere in pochi istanti è disarmante e di una bellezza abbagliante. Stasera sfogliando il libro che mi è proprio capitato per caso tra le mani, ho rivisto quelle immagini e ancora una volta mi sono emozionata.

Avrai senz’altro visto “Arancia Meccanica” di Kubrik….ecco, stasera al Palais du Tokyo ho anche visto un cazzone di ceramica uguale a quello che nel film il terribile Alex scaglia addosso alla povera donna aggredita in casa! Costo: 1200 euro.

 Si, sto proprio bene stasera….ora ci vorrebbe solo un bicchiere di vino e delle candele accese. E lui, naturalmente.

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per chi non lo ricordasse....

Sono così stanca, ma così tanto che mi addormenterei seduta sul divano con le gambe incrociate. Invece, se gli occhi non si chiudono prima, vorrei scrivere qualcosa di poco importante. Mi dichiaro assolutamente favorevole alle tentazioni; non potrei mai suggerire a nessuno di desistere dal soddisfare un desiderio. Eppure.

Non sopporto di non riuscire a resistere alla Nutella. Sia chiaro: se si trattasse di una crepe ogni tanto, di un qualche cucchiaino dopo cena o qualche fetta biscottata, non vi sarebbe il minimo problema. Il punto è che quando mi attacco alla Nutella non riesco a controllarmi e sono capace di continuare a mangiarne fino alla nausea che poi mi dura per ore. Lo ammetto: non ho equilibrio, non ho controllo….quello che ti pare; ma ho trovato una soluzione per arginare il problema: non permettere a nessun barattolo di entrare nella mia casa! Semplice! Così la regola della crepe ogni tanto (spesso) viene rispettata a perfezione. Purtroppo, però, ultimamente il mio “coinquilino” compra spessissimo la nutella nonostante i miei tentativi disperati di convincerlo del fatto che, se mi ama come dice, non può davvero farmi questo! Ecco che allora salta fuori il dibattito sul fato che non mi controllo, che non è necessario arrivare alla nausea ecc. ecc. Come se non lo sapessi! Le stesse cose che mi diceva anche mia madre tutte le volte che, trovando il super barottolo tra le buste della spesa, la accusavo di tentato omicidio!

Alla fine la nutella si compra comunque anche se il Caro ha architettato una strategia per salvarmi dalle mie mangiate incontrollate: quando esce la nasconde (dice che se la porta in macchina ma non lo fa mai) per evitare di lasciarla incustodita; a volte, la compra senza che io lo sappia tanto che dopo qualche pranzo o qualche the pomeridiano salta fuori con un “Ti va un panino con nutella?” “quale nutellaaaaa???” Lui è l’amministratore ufficiale: prepara il panino, con la dose giusta e poi la fa sparire di nuovo, come se non fosse mai esistita.

Il punto però è che ormai ho scovato quasi tutti i nascondigli, cercarla mi diverte moltissimo e ancora di più mandargli gli sms con su scritto “trovata!” A volte non dico niente, la sistemo nello stesso identico posto dove l’ho trovata ma, chissà perchè, quando poi apre il barottolo, capisce che ci sono arrivata in qualche modo.

Eh si…che mondo sarebbe……..

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