In un commento di qualche post fa mi si suggerisce di pensare di meno a ciò che sembro e un pò di più a ciò che sono.

Senza addentrarmi nel “chi sono, dove vengo e dove vado” dall’impossibile risposta, ciò che mi sembra evidente è che io sia una mente, un cuore e un corpo. Io sono queste tre cose insieme e le sento importanti, essenziali e determinanti. Nessuna delle tre è più importante…pesano allo stesso modo. Vuoi vedere, quindi, che ciò che sembro in realtà corrisponde a “ciò che sono”?

Mi oppongo con tutte le mie forze contro quelli che ritengono il corpo un accessorio inutile, a volte scomodo, da coprire e mortificare se si vuole dare spazio ad altre qualità. Mi fa pensare al pericoloso concetto cattolico che in Italia è radicato anche nelle menti più laiche o atee: le persone belle devono quasi pagare per il fatto di esserlo. Manco a dirlo, si tratta di un problema femminile dato che le donne in Italia continuano ad essere trattate come degli esseri inferiori che possono scegliere tra: essere madri e mogli rispettabili, essere bone ma prive di qualsiasi credibilità oppure essere delle donne in carriera stimate e rispettate purchè abbiano dimenticato la propria femminilità da qualche parte e si vestano e si comportino come i loro colleghi maschi. Accade questo, infatti: una donna per essere considerata credibile e capace deve essere più simile ad un uomo e dimenticare le sue doti di tentatrice, sedutrice (o non so che altro) che sono caratteristiche da appiccicare sulle bonazze stupide.  Ci piace dare le etichette e sembra quasi d’obbligo ad un certo punto decidere quale di questi personaggi si voglia essere.

Io non ho ancora scelto e credo che non lo farò mai. Continuo a sentire l’eco delle critiche, dei giudizi, dei pregiudizi di chi mi ha sempre considerata una puttana solo per il fatto di essere femminile, sensuale e di avere una discreta schiera di ammiratori. Continuo a provare lo schifo quando ripenso alle persone che, sentendomi parlare e conoscendomi per la prima volta, mi dicono: “Sei proprio diversa da come ti descrivono…”. Ora, mi rendo conto che sarebbe necessario un minimo di biografia Cagliaritana per capire il senso di ciò che scrivo ma ti basti sapere che ho sempre lavorato sia in campo artistico che in campo “normale” senza rinunciare mai alla mia femminilità, al mio aspetto. E’ difficile parlarne perchè mi sembra quasi di cadere in un monologo autocontemplativo e, francamente, non è nel mio stile. So solo che sono in grado di capire quando una critica nasce dall’invidia o dalla cattiveria gratuita. Sta di fatto che non mi sono mai fatta condizionare dalle chiacchiere e ho dimostrato comunque di avere delle capacità, anche senza dover indossare dei mocassini e tagliarmi i capelli a zero. La mia capacità dialettica non cambia se indosso una bella gonna e il mio modo di ragionare non subisce intoppi se i miei capelli sono morbidi e belli. Ho capito, però, che a molte persone questo disturba perchè esci dal cliché, dall’etichetta che ti hanno appiccicato. Non si capisce più che cosa sei. Se accettassi come buono questo stato di cose sarei una perdente, una debole, un’insicura. Invece ho sempre fatto ciò che mi sembrava più giusto e mi sono limitata ad alzare la testa un pò più su. Pensa che l’unica forma di intolleranza io la provo nei confronti delle “comari di paese” che non fanno altro che sparlare degli altri immerse in una vasca di ignoranza; e l’ignoranza per me è una grave colpa.

Non sopporto l’idea della definizione. Non so che tipo di donna sono e sinceramente non voglio mettermi il problema. Leggo moltissimo, mi informo su tutto perchè così placo la mia curiosità, la mia voglia di sapere. Mi piace stare con le persone e il più delle volte mi trovo ad ascoltare perchè mi sembra di capire meglio come sono fatte. Sento che per certe persone ci sono sempre, a qualunque ora e momento. Non sono una modaiola ma adoro comprare vestiti, scarpe, cosmetici; so che a volte sono noiosa nel fare i miei discorsi esistenziali, a tediare la gente con teorie pessimiste….e a volte mi ritrovo a dare consigli su smalti o ombretti. Mi accorgo dello sguardo della gente che si blocca sul mio viso, dai regalini che mi fanno tutte le volte che compro qualcosa, dai complimenti che ricevo per strada (che qui anche il più rozzo ti dice : Charmant, mademoiselle! E tu non puoi che dire Merci!), dalle signore o le ragazze che me lo dicono o dagli amici che quando stanno con me mi dicono “ma ti guardano tutti!”. Sarei ipocrita se dicessi che non è piacevole, che è inutile…perchè non lo è e a volte so che fa la differenza. Ma non è determinante e non conta più del resto. Oltretutto non credo di essere così bella ma so che spesso sono raggiante perchè ho tanta energia nelle cose che faccio e le persone penso rimangano incantate più da questo pensando che si tratti di bellezza. Insomma…quando vado ai casting o ai colloqui di lavoro curo anche la mia immagine, come del resto tutti i giorni. Se andassi vestita male o spettinata o trasandata non sarei io! Perchè anche ora che scrivo in pigiama non sono così! Non eccedo mai nemmeno nell’altro senso perchè rispetto sempre il mio stile. Ad esempio non amo le cose troppo appariscenti o i gioelli…non porto nemmeno l’orologio! Non coloro i capelli, non mi trucco esageratamente. Sono semplicemente quello che sono e non cerco mai di dare un’idea differente.

A me la bellezza degli altri non mi spaventa. La mia migliore amica è bellissima e di una semplicità disarmante. Quanta gente spreca fiato per dire che è idiota? Ho perso il conto. Non sopportano che a volte lei è così luminosa che si potrebbe spegnere la luce. (Le donne) non sopportano che gli uomini siano attratti da lei senza che lei faccia il minimo sforzo. E’ una delle amiche più sincere e vere che abbia mai avuto. La mia esperienza (che ovviamente può non dimostrare nulla…) mi dice che spesso le belle ragazze sono molto più rilassate e vere di quelle che sono o si sentono bruttine (dalle quali ho sempre avuto delle brutte sorprese). Noto anche che, a volte, alcune cercano di sottolineare il fatto che LORO hanno studiato, LORO sono intelligenti, LORO fanno, LORO sanno…..e poi le trovi comunque a lottare contro la cellulite, dal parrucchiere, concentrate sulla perdita di peso…Quindi? Sono migliori perchè non riescono ad avere un risultato estetico decente?🙂 E’ un discorso che si potrebbe portare avanti all’infinito però ci tengo a farti riflettere su una cosa. Il nostro corpo è il mezzo che ci consente di percepire la realtà, le sensazioni, le persone. Come si può pensare che sia poco importante? Che meriti meno attenzione? Il corpo non è la casa dove l’anima risiede? Bisogna averne cura eccome, esaltarla, renderla bella. Tutto ciò che vivo lo vivo prima attraverso il corpo. Quando abbraccio le persone sono corpo e anima. Quando sorrido sono corpo e anima. Il dolore e il piacere li sento con l’anima e con il corpo. Quando amo il mio ragazzo io sono corpo e anima.  

E’ su questo che punto: sull’anima e sul corpo.