gennaio 2008


Per tornare a casa passo spesso da Bvd Voltaire. In realtà non solo per tornare a casa perchè è talmente lungo che lo incrocio spesso. Voltaire, il caro, sosteneva qualcosa del genere:
“Non sono affatto d’ accordo con ciò che dite, ma mi batterò fino alla morte perchè nessuno vi impedisca di dirlo”
Che dire, un’indiscussa lezione di democrazia, tolleranza e libertà (concetti un pò démodé ultimamente…).  In altri termini esistono più verità ed ognuno è libero e ha il diritto di sceglierne una. Mi fa piacere che Bvd Voltaire sia qui vicino perchè intanto è senz’altro più rassicurante che vivere vicino ad una piazza intitolata a qualche Papa e poi perchè può offrire degli spunti riflessione interessanti; voglio dire…quando passo in rue de la Roquette (che in francese significa rucola) mi viene in mente solo un bel piatto di farfalle con champignon, panna di soia e rucola.
Non è affatto semplice accettare il punto di vista altrui e questo è palese in tutte le discussioni tra persone di stile, religione o mentalità differente, è palese sui blog, forum e tutti gli altri strumenti in cui durante il dialogo si utilizza una violenza verbale inaccettabile fino ad arrivare all’insulto.  Il problema non sta nella comunicazione: tutti hanno modo di dire o scrivere ciò che pensano. Si parla e si ascolta ma il problema sta nell’incapacità di comprendere le verità del nostro prossimo.
Difendo le mie idee e quando parlo mi infervoro, mi infilo dentro alla discussione senza risparmiarmi e forse cerco anche di convincere il mio interlocutore. Eppure non mi sognerei mai di tappare la bocca a qualcuno con le mie mani, non mi sognerei mai di chiedere l’oscuramento di un sito perchè penso possa offendere me ed altri, non rinuncerei mai a scoprire ed indagare le motivazioni di chiunque. Anche se a volte questo fa soffrire, anche se a volte verrebbe voglia di urlare e anche se a volte è talmente irresistibile pensare ma-che-stronzate-mi-tocca-sentire, mi rendo conto che considerare “tutte le verità” e curiosare tra i punti di vista altrui è molto utile a definire il proprio e, perchè no, a volte aiuta a cambiare idea!
Non è semplice ma voglio provarci….ad essere come Voltaire!

Cosa significa “fai quello che ti senti”?

Quello che ti senti corrisponde a quello che desideri oppure a quello che è meglio per te? Infatti c’è una bella differenza ed io credo che, spesso, le due cose non vadano a braccetto. Scegliere è un giro di roulette, un investimento, un rischio. Sarà per questo che è così divertente. Cambio idea in continuazione. Potrei convincermi di una cosa e dell’esatto contrario nello stesso giorno. Penso che questo sia un errore del sistema dovuto al doppio nome: la dualità mi perseguita.

Appena rientrata , la prima cosa che ho fatto è stata liberare i miei piedi dalle decoltè. Sono nere, con il tacco alto e così eleganti che potrebbero uscire anche da sole che farebbero comunque un figurone. Com’è possibile che delle scarpe così belle siano così insopportabili? Ho una predilezione per le scarpe femminili ed eleganti quindi adoro i tacchi, gli stivali; mi piacciono così tanto che posso metterli ai piedi per tutto il giorno, andare a ballare per 10 ore…e non accusare nessun tipo di fastidio.  Io sono una di quelle che più si sente bella più si sente comoda. Si, io sono una di quelle che potrebbe partecipare alla gara di corsa con i tacchi. Ma le decoltè.

Le decoltè sono convinta siano state inventate da qualcuno che odiava profondamente le donne. Sono così attraenti, valorizzano così tanto le gambe che non si può fare a meno di indossarle. Questa mattina, appunto, non ne ho fatto a meno. Ho preso ben due metro, camminato per un bel pò, rischiato di precipitare al suolo una decina di volte ed ogni passo in più soffrivo in silenzio mantenendo una certa eleganza nel passo. Ecco, le decoltè io me le sento, sono assolutamente nel mio stile. Ma allora perchè le trovo così insopportabili? Perchè siamo così incompatibili? Oggi mi sentivo che con le decoltè sarei stata perfetta ma posso dire che sia stato un bene per me portarle?

In fondo è proprio vero che IL FINE giustifica i MEZZI?

Questa è una di quelle sere in cui la cosa migliore che potrei fare sarebbe perdermi tra i fumi di un hammam. Sono sicura che potrei starci ore e perdere la connizione del tempo. Penserei solo alla mia pelle, a respirare e a rilassarmi – anche se più di così penso ci sia solo il collasso. Ho passato il pomeriggio a leggere fino a farmi venire mal di testa e mal di occhi. Ho dimenticato di pranzare ad un orario decente perchè solo alle 4 la fame si è fatta sentire. Per me i pasti non hanno senso, quando sono sola. Se fossi single penso mi nutrirei di soli nudols cinesi alle verdure, crepe alla nutella e caffè. Se fossi single avrei un’alimentazione triste! 🙂 L’idea dell’ hammam sfuma nel suo stesso vapore perchè, se riesco a farmi la doccia, se riesco a scegliere come vestirmi e se riesco a mettere insieme un pò di voglia che ho spalmato sul divano, raggiungo un amico nei pressi di Place Vandome e vado a curiosare nel luogo dove lunedì avrò un nuovo colloquio. Ho un piccolo ospite a casa: è piccola, dolcissima e quando esce indossa un maglioncino a righe colorate. Si, è un cane ed ora mi guarda sperando che mi decida a farla uscire in breve tempo. Mi immagino che sia stressante dipendere dalle voglie di qualcun altro per pisciare. Magari a lei ora le scappa ma non sa come dimermelo. Però, per il resto se ne frega: non si guadagna da vivere, c’è sempre qualcuno che le da da mangiare e la sua unica attività è fare le feste. Chissà poi perchè si usa dire “vita da cani….” Non mi resta che cercare un pò di lucidità nella mia tazza di caffè sperando che passi il mal di testa. Hammam…alla prossima volta.

Sono sempre stata affascinata dall’oroscopo. Non tanto per le sue (dubbie) verità quanto per la semplicità con cui si sintetizza una vita: AMORE – SALUTE -LAVORO – SOLDI. Potrei sbagliarmi, ma credo che la classifica sia sempre più o meno questa. Leggendo del proprio segno si ha l’impressione di vedere la propria vita dall’alto, semplificata. Anche se c’è scritto che nel mese di maggio ci saranno delle difficoltà, degli scazzi….è tutto così gestibile, accettabile. Bello, no? Forse è come vivere un anno in 10 minuti tralasciando tutte le giornate inutili e insipide che in 365 giorni capiteranno sicuramente. Mi piace anche perchè la panoramica è generale e passa dal brutto al bello con una tale semplicità che non si ha quando si vivono le cose direttamente; voglio dire…quando stai male senti solo “male” non riesci a vedere quello che arriverà poi…anche se in fondo sai che non starai così per sempre. E’ come costruire una casa e pensarla bella finita tralasciando, sudore, polvere, fatica. Ecco.

AMORE: è in prima posizione. Immagino che la cosa più importante per le persone sia amare e sentirsi amate. Evidentemente è quello che conta di più, più della salute stessa. Io, che Paolo Fox sia d’accordo o meno, ho sempre ottimi voti, stelline, pallini…quello che vuoi. Supponendo che il massimo sia 5, metto un 6, un 7…molto di più. Giuro..non pecco di presunzione di coppia o di autoconvincimento…è che proprio meglio di così non potrebbe andare. Che vuoi che ti dica? Avrò trovato l’uomo della mia vita……!

SALUTE: non so perchè si trovi in seconda posizione quando obiettivamente è la cosa più importante. Forse perchè senza amore si sta peggio anche fisicamente? Bah…io conosco dei single in ottimo stato psico-fisico. In questo inizio 2008 metto 4 stelline…nel senso che sto benissimo, non ho nemmeno beccato un raffreddore in tutto l’inverno. Qualche mese fa però mi sentivo fiacca, stressata, dubbiosa, priva di energie e tormentata. Già dagli ultimi mesi dell’anno ho avuto una grossa ripresa ed ora mi sento in forma: una forma che si sente e che si vede! 😉

LAVORO: Penso abbia la giusta posizione. E’ importante perchè spesso (non sempre purtroppo) in esso si riflettono le nostre ambizioni, qualità e i sogni . Capisco benissimo chi si sente depresso per un lavoro che non ama quando tutti attorno dicono che “non è poi così importante basta avrne uno”. Indubbiamente è così…ma è giusto arrendersi e non provare a cercare qualcos’ altro oltre al guadagno? Ecco…interprtando al meglio questo pensiero sono in una fase di cambiamento e sperimentazione che non sto a descrivre perchè sarebbe troppo lungo. Sono fiduciosa ed ora mi sento pronta per qualcosa di più! Metto 3 stelline per scaramanzia…..

SOLDI: e qui ti voglio. Ecco. Hanno una quarta posizione. Eppure non credo siano poco importanti. Se scopri che il tuo ragazzo ti tradisce con la tua migliore amica e lo lasci….stai malissimo, per chissà quanto tempo. Puoi piangere, parlarne con tutte le persone che incontri, andare dallo psicologo, smettere di mangiare ma nessuno ti metterà mai in carcre per questo. Se io ho dei debiti e all’improvviso non ho più soldi per pagarli…rischio il carcere? Magari no, però vuoi mettere che stress gli avvocati, gli ufficiali giudiziari, la pressione delle banche? Senza contare che quando avanza qualche soldino si possono fare i viaggetti, andare dal parrucchiere, dall’estetista, a cena fuori ecc ecc. Tutte cose inutili, futili…ma così piacevoliiiiiii! Insomma, in un caso come quello citato potresti farti fare un nuovo taglio, fare ceretta-manucure-pedicure-massaggio, andare a cena fuori per consolarti e prenotare un viaggio in Jamaica e magari, una volta arrivata, ripensando al tuo Lui ti sembrerebbe…..così piccolo!! Invece nel caso di grossi debiti inizi ad avere l’ansia tutte le volte che incroci un bancomat, anche un caffè al bar ti sembra troppo caro, la notte l’ultimo pensiero è per il tuo conto in rosso e la mattina appena ti svegli pensi a come risanare il debito. Secondo te riusciresti anche a trombare in questa situazione? Va da sè che poi il tuo Lui metterebbe gli occhi sulla tua migliore amica et voilat tutto come sopra fino ad arrivare alla Jamaica. Anzi, quest’ultimo punto sarebbe impossibile perchè ti mancherebbero i soldi per pagarti l’all inclusive! Beh…per quanto mi riguarda in questo periodo ci metto proprio una stellina scarsa in ambito monetario. Ho un piccolo debito, molte spese e le entrate vanno assolutamente incrementate! La notte dormo tranquilla per il momento ma quando ci penso mi viene la tachicardia…soprattutto se incrocio i bancomat! Sto facendo la brava e spendo pochissimo, il minimo indispensabile ma mi aspetto una svolta da questo 2008. Anche se ci tengo ad esprimere un desiderio: spero di non avere mai una quantità di soldi esagerata perchè penso portino più probemi delle scarse quantità.

E’arrivato il momento di un the al mango, sperando che questo personale riepilogo non mi porti sfiga!

Sicuramente con le videochiamate di Skype e messanger ci si sente spesso, si parla in tranquillità e ci si vede pure. Mia madre non ha mai abbastanza luce. A volte mi chiama ed io vedo solo una sagoma. Ultimamente ha sistemato una lampada che le illumina il viso così non ho più l’impressione di parlare con l’uomo nero! Ora riesco a vedere meglio anche il mio cane che, scuro di suo, spariva proprio! A volte stiamo a chiacchierare per un sacco di tempo di come è andata la giornata, delle novità, delle solite cose…insomma i soliti discorsi che abbiamo sempre fatto. E’ proprio come un incontro in cui ci si dedica del tempo e in cui si cerca di capire se dietro al classico “tutto bene” si nasconde in realtà qualche malumore o problemino. Via webcam è più difficile cogliere i dettagli. E’ vero che ci si vede e si sente la voce ma a volte il fatto di non potersi toccare, abbracciarsi mi fa concludere la videochiamata con più nostalgia di prima. E’ da un pò che non torno a Cagliari. Mia mamma mi manca tanto, anche i miei fratelli. Mi manca tantissimo anche lei, L, la mia sorella acquisita perchè è molto più che un’amica. Me ne rendo conto da come mi manca, di quanto ho voglia di sentirla e di quanto è importante sapere come sta. E’ tra le persone a cui dedico il mio personale e intimissimo buongiorno ogni mattina. Nel senso che quando mi sveglio mi vengono in mente le persone che ho più care, quelle che proprio sento dentro; penso a loro augurandomi che abbiano una bella giornata. Forse non è chiaro e leggibile come un sms ma è molto economico! E’ divertente organizzare i nostri incontri su skype o msn nel cuore della notte. Gli squilli o gli sms: “sono ancora in giro…”,”tra venti minuti mi connetto…” e poi stare al PC, rivivere insieme le rispettive giornate, parlare di cosa va e cosa non va, poi improvvisamente di creme, trucchi, vestiti, capelli… Infine leggere insieme di argomenti che ci interessano e scambiarci i link e ascoltare le canzoni.

Che questo si possa fare è bellissimo. Ma perchè ho comunque così voglia di abbracciarli? Perchè l’idea di rivederli versione live mi riempie di felicità come una bambina?

Forse la tecnologia non può ancora trovare una soluzione a questo ma Meridiana si: urge acquistare volo diretto Parigi-Cagliari….al più prestoooo!

Di nuovo a casa dopo una simpatica cena e un divertente dopo cena. C’è un momento preciso in cui mi attraversa un pensiero, una sensazione o non so che altro che mi fa capire che le persone che frequento le sento, mi piacciono oppure no. Capita dopo un pò di tempo che ci si vede, che si condividono delle esperienze e che, soprattutto, si parla. Questa sera mi è capitato in positivo e, come tutte le volte che succede, mi sento bene. Sono consapevole del fatto che molte amicizie attuali saranno passeggere, che ognuno seguirà il proprio percorso, cambierà città o semplicemente “momento”. Ma io non sono certo una che cerca il “per sempre” nelle cose! Eppure è bello parlare e sentirmi capita, condividere quelle idee che mi fanno sentire strana nei confronti degli innumerevoli “normali” e scoprire che non sono solo mie. In questi giorni penso spesso alla “bottiglia mezza piena o mezza vuota”. Ci fanno credere che prendere una posizione sia un obbligo: una persona deve decidere se avere un punto di vista ottimista o pessimista. Devi schierarti, pare. Eppure io quella bottiglia la vedo semplicemente piena a metà. Nè piena, nè vuota. Nè troppo, nè poco. Certo potrei avere di meno ma io parto da quella metà pensando di poter avere ancora di più. Non mi colloco tra i positivi “ad ogni costo”, tra quelli che difronte alla merda hanno il coraggio di dire “ma guarda cosa riesce a fare un culo!”. Hai presente quelli che stanno sempre a ripetere e ripetersi (convincersi) che sono tanto felici, che ringraziano per quello che hanno, che potrebbero avere di meno. Ecco quelli che pensano di essere fortunati solo rispetto al peggio. Mi sembra poco intelligente e poco naturale. Mi immagino il percorso della vita come una pista da 100 m. C’è chi parte avvantaggiato, praticamente al traguardo; chi parte a metà e chi dal fondo. Lo sappiamo, c’ è chi faticherà il triplo per  avere nemmeno la metà delle soddisfazioni di un altro. In ogni caso se parto da metà devo pensare comunque di correre verso il traguardo, fare il mio percorso. Non ha senso che rimanga ferma pensando a chi è partito dal fondo e ritenendomi quindi, già arrivata ad un traguardo. Ecco perchè la famosa bottiglia per me è una bottiglia potenzialmente piena che potrebbe restare com’è, sufficiente.

Tutto questo per dire cosa? Nelle mie quotidiane osservazioni scopro che chiunque potrebbe adattarsi a qualsiasi situazione, anche alla peggiore. Mi chiedo cosa spinga certe persone a fare, ad esempio, un lavoro che logora i loro spiriti, che li annoia, che annienta la loro autostima. Aggiungono giorni ad altri giorni tra una lamentela ed un’ altra senza nemmeno pensare di cambiare qualcosa. Magari i primi giorni pensano che non riusciranno a resistere, che quello che subiscono è davvero troppo ma con il tempo anche ciò che più li disgusta diviene accettabile, tollerabile. Si anestetizzano e ingannano cervello e sensazioni con altro. Penso che questo sia il frutto della capacità di adattamento ma, soprattutto, del voler vedere a tutti costi il lato positivo di quello che si ha o si fa. E’ un costume diffuso soprattutto nella mentalità italiana, manco a dirlo, estremamente influenzata dai precetti cattolici, quello di voler vedere il bello anche nel nero più totale e volgere il pensiero all’idea che potrebbe sempre andare peggio. Perchè ci hanno fatto credere che nella sofferenza nasce il piacere di sentirsi migliori. Ci hanno fatto credere che ad essere ambiziosi o cercare il piacere nelle cose si fa un grosso peccato. Ecco perchè non condivido molto l’atteggiamento di tutti quelli che cercano di essere positivisti. Un eccesso in questo senso fa perdere qualsiasi tipo di ambizione e la voglia di migliorare una condizione. Quando qualcosa va male o non ci piace, che sia un lavoro, una relazione, un’ amicizia…quello che vuoi, non bisogna sopportare, soffrire e cercare di convincersi che tutto sommato si è fortunati….a volte basta un taglio netto e un pò di coraggio per ammettere che per se stessi si desidera qualcosa di più. Non bisogna avere paura di ammetterlo, non è un “peccato” e chi se ne importa se la comare di paese penserà che siamo un pò troppo presuntuosi. Questo per me, significa essere positivi. Riconoscere i limiti delle situazioni che si vivono e cercare, per quanto sia possibile, una svolta. Perchè di vita mi sa che se ne vive una sola e mi risulta che sia anche abbastanza breve. Allora perchè stare immobili a pensare alla pensione quando si è giovani; al cancro che ti potrebbe venire; all’ incidente che potresti avere; alle persone amate che potrebbero lasciarti. Che ci piaccia o no la vita è fatta di momenti che si sovrappongono. Se mai ti ammalerai cambierai le tue priorità ma ora che sei sano e pieno di energie vivilo questo cazzo di momento! Cerca il tuo piacere senza pensare di essere egoista. Lo sanno tutti che le persone appagate sono quelle che riescono meglio a fare del bene anche agli altri perchè non ci si può sognare di dare amore e aiuto agli altri se noi per primi ne siamo privi. Mi vengono in mente, a questo proposito, varie categorie di volontari. A parte quelli veramente motivati e capaci, esiste una schiera di persone che si da al volontariato solo per colmare dei grossi vuoti, per sentirsi utile e importante in qualcosa. Spesso sono persone che hanno un grosso giudizio nei confronti di chi vive la propria vita pienamente e travestono la loro insoddisfazione con l’altruismo.

Non mi insinuo oltre perchè il caffè mug che ho bevuto prima di uscire verso le 20.30 mi tiene molto sveglia! Non mi resta che augurarti buona vita per questo nuovo anno già iniziato e, perchè no, un pò di egoismo e di egocentrismo per sentirti più forte! 🙂

Eccomi, a volte ritorno. Potrei fare il resoconto dell mie personalissime feste. Mi viene in mente la cena di Natale, lui ed io. Buona, speciale, nostra. Si, va bene….romantica, lo ammetto! Mi vengono in mente le serate con gli amici, quelle in cui c’è sempre qualcuno che chiama e si aggiunge dopo. Mi vengono in mente le cene alla “fée vert” dove fanno una lasagna vegetariana f-a-v-o-l-o-s-a e un molleaux al cioccolato che non si può spiegare. Penso anche alle chicchiere nei bar à chicha a fumare narguilè e a bere the alla menta. Mi vengono in mente le camminate per Notre Dame, la pista di ghiaccio di fronte all’ Hotel de Ville, le crepe alla nutella fuori programma, il panino falafel al Quartiere Latino. (L’ho già scritto forse: sconsiglio vivamente Parigi a chi deve stare a dieta….). Mi viene in mente il 31, tanta gente, divertimento, ancora crepe, auguri, locali.  Potrei… e l’ho fatto.

Io non sono scaramantica, non sono religiosa, non credo a nulla. Sono così diffidente che quando mi augurano “buona giornata” mi insospettisco. Eppure mi piace pensare al nuovo anno come ad un nuovo anno. Non ho stilato elenchi di buoni propositi e obiettivi da raggiungere….già è molto se scrivo la lista della spesa per domani. Non vorrei perdere quello che ho imparato e quello che mi sono sudata in questo 2007 che non è stato certo un anno indimenticabile! Me lo lascio alle spalle volentieri con tutte le sue difficoltà, con le complicazioni che ho avuto anche in quelle situazioni in cui sembrava sarebbe andato tutto liscio. Quasi un addestramento militare per i miei nervi! Indubbiamente è stato utile ma grazie, basta così. Sono troppo presuntuosa se mi auguro di raccogliere nel 2008 i frutti di quanto ho seminato?