ottobre 2007


A volte ho la sensazione di muovermi veloce per poi scoprire che in realtà io sono ferma ed è tutto quello che ho attorno che avanza, gira, cambia. Questo succede quando bevo troppo e quando PENSO troppo. Ho sempre crduto di appartenere alla categoria degli “stronzi” (che gode di grosso vantaggio sulla vita almeno quanto gli idioti, i superficiali e i materialisti: chi potrebbe negare che costoro non vivano con più facilità?). Mia madre spesso mi ammoniva: “Sei stronza come tuo padre ma hai preso la mia sensibilità”. Come a voler dire che “sei stronza ad una grossa percentuale ma non al cento per cento”. Ecco, ultimamente, mi sento molto meno stronza di una volta. Non so se questo processo è iniziato da quando sono diventata vegetariana o da quando mi sembrava di riuscire ad ottenere tutto ciò che volevo. Forse a furia di sentire con il cuore, di mettermi nei panni degli altri è semplicemente successo. Forse in realtà stronza non lo sono mai stata e la mia è stata solo una reazione, un modo per prendere il mio spazio. Ora anche quando molti si meritano la mia parte più stronza lascio perdere proprio sul colpo di grazia. Non so, non ci trovo più gusto, non mi interessa più. Ho ricevuto da poco un’email che si concludeva con queste parole: spero che tu abbia seguito il tuo istinto. Come si fa ad esserne sicuri? Come si fa a riconoscerlo? E’ così semplice e scontato? Per me no. Non so se l’ho seguito, se lo seguo. A volte gli odori, le forme, le prospettive..confondono. Devo pulire la posta da email inutili, da email vecchie. Le cose già lette, a volte, hanno la stessa utilità delle cose passate cioè NULLA. Quello che ho scritto un mese fa può non essere più vero oggi. Un “ti voglio bene” può essersi trasformato in un “ti detesto”. E’ quando riguardo le email o certe fotografie che realizzo quanto il passato sia fine a se stesso. Sento che sto cambiando, ancora una volta. Sarà la nuova città, saranno i nuovi contesti, le nuove persone ma sto scoprendo posti di me stessa che non avevo mai nemmeno intravisto. Vuoi vedere che verrà fuori qualcosa di completo con tutti questi nuovi colori e queste forme? Intanto bevo una tisana e aspetto che torni quello che ogni giorno mi sequestra il cuore!

Ho aperto gli occhi stamattina verificando quanto sarebbe mancato alla sveglia e realizzando che no, non c’era nessuna sveglia visto che anche oggi non lavoravo! Bellissimo potersi girare dall’altra parte e riprendere a dormire con abbracci e baci annessi. Più tardi, molto più tardi, colazione con pane harrys abbrustolito, nutella e the con tanto limone e tanto zucchero di canna (non sono proprio a dieta…diciamo). Il seguito è contenuto xxx…che tengo tutto per me. Rimasta sola ho controllato la posta, letto le email, le ultime notizie e chattato su MSN con un’amica. Ricevo, quindi, la chiamata di due amici che avevano appena finito un corso di danza in una scuola vicino a casa mia e decidiamo di vederci per pranzo. Propongo il Café des Anges (una delle migliori brasserie dell’ 11° arrondisment…- secondo me!) e passiamo il pomeriggio a mangiare, chiacchierare e passeggiare al sole di una giornata davvero splendida. Verso le 18 scappo per andare in palestra; non che mi sia iscritta….ma sto facendo lezioni prova gratuite ovunque e di qualsiasi disciplina; sto pensando che posso andare avanti così per tutto l’anno senza spendere nulla, se visito tutte le palestre di Parigi! Dopo la palestra è stato inevitabile un minimo di shopping in Oberkampf tra Beauty Monop e minimarket. Ora penso che preparerò qualcosa per cena ma, soprattutto, farò una bella doccia, metterò la crema, lo smalto nuovo, una qualsiasi cosina invisibile delle mie e attenderò che il mio uomo rientri per coinvolgerlo in un nuovo incontro xxx. Cosa ci sarebbe da aggiungere a questa giornata così divertente e intensa? Ah, si…qualcosa c’è: non lavoro nemmeno domani quindi niente sveglia e vediamo se mi aspetta un martedì all’altezza! Ah….quanto mi piace questa vita parisienne……….

Ascoltavo l’ultimo album dei Radiohead aspettando che la metro si fermasse a St. Ambroise. Proprio alla fermata precedente sale una bella donna, ben vestita, capelli quasi del tutto bianchi tirati in una coda, magra, elegante. Ho notato i suoi occhi e ricordo di aver pensato che erano delicati e arrossati proprio come quelli di certe persone che sembra sempre che siano commossi. Passa un attimo (un attimo ci mette proprio un attimo a passare) e lei abbandona la fronte sulla mano; sembra che stia ridendo in un’espressione contratta, quasi all’estremo e invece no: piange. Piange tanto, controlla, si trattiene e poi si lascia andare anche se sempre in modo composto. Non potevo fare altro che osservarla. L’ho accarezzata con gli occhi e avrei voluto fare qualcosa perchè ci si sente così inutili quando una persona sta male. Ma come si può aiutare una persona del tutto estranea? Anche provando a dire qualcosa si rischierebbe davvero di essere inopportuni, invadenti, inutili. Penso che piangere in metropolitana sia meglio che piangere da soli in una stanza. Nessuno si azzarderà mai a chiederti che cosa ti prende e non c’è nemmeno il rischio di incontrare nessuno che conosci per sbaglio in una città così grande. Insomma, pur essendo circondati da facce è come farlo in completa solitudine. Al massimo trovi qualcuno come me che ti carezza con gli occhi. In senso lato, si intende: infatti è vero che ho le ciglia lunghissime ma non esageriamo. E’ capitato anche a me, qualche mese fa, presa da una crisi di nervi da straniera incompresa e incapace di comprendere. Si, qualche mese fa in una di quelle giornate storte in cui sembra che qualcuno di indefinito ti abbia organizzato un complotto. In una di quelle giornate che poi quando tornano ti trovano cambiata e con un ottima prontezza di riflessi. Comunque, in una di queste giornate meschine ho proprio avuto voglia di piangere e non ho resistito. Ho pianto, sulla stessa metro di oggi, tra l’altro, ma verso una fermata diversa. Ho iniziato a piangere come una bambina con dei lacrimoni giganti. Ed io manco provavo a coprirmi con le mani come faceva stasera la madame. Mi hanno accarezzato con gli occhi, credo, e si saranno chiesti cosa mai mi fosse successo. Eppure io piangevo per come MI SENTIVO.

Anyway. Non sono d’accordo con chi ritiene che questo genere di cose siano sinonimo di indifferenza, che siano la dimostrazione che siamo invisibili agli occhi degli altri. Ritengo invece che sia una grossa forma di rispetto, di discrezione. Io ci penso anche ora a quella madame e forse lei nemmeno si è accorta che ho notato le sue lacrime. Se per assurdo qualcuno mi avesse chiesto quella famosa volta il motivo del mio pianto, come avrei potuto spiegare nei 4 minuti che mi separavano da Voltaire e soprattutto nel mio (allora) pessimo francese? Davvero, poi, avrei avuto voglia che qualcuno si impicciasse? Magari quella sera qualcuno avrà scritto su un blog… “stasera ho visto una ragazza che piangeva….”.

Mi fa male, invece, sapere di essere diventata invisibile per certe persone a cui ho voluto bene. Capita per un sacco di motivi e quello che più mi dispiace è rendermi conto che, nonostante tutto e nonostante aver spalancato le porte di me stessa, quelle persone non abbiano capito proprio niente di come sono fatta. O forse l’hanno capito e fanno finta di aver capito male. In questi casi mi sento come se quel qualcuno avesse portato via una parte importante di me sottovalutandola, trattandola male, come uno scarto. Non è certo un bel sentire! Soprattutto se penso a quanti “ti voglio bene” o falsi interessamenti sono stati sprecati per circostanza, per pura formalità. Niente, sono libera io…sono libera da tutte queste false impalcature e detesto, dico, DETESTO le donne che si dicono delle frasi stucchevoli e si fanno dei complimenti così artificiosi tanto per sentirsi AMICHE. Ecco…o lo sono davvero oppure avanti il prossimo!

Del resto lo dice anche Paolo Fox che noi dell’ariete abbiamo attraversato un periodo di forte cambiamento…ed io potrei dargli torto visto i miei ultimi mesi? 🙂

Questa settimana vorrei fortemente che accadesse un fatto. Non riguarda me direttamente ma lo desidero così tanto ed è così importante che se fossi cattolica farei tante preghiere e qualche rosario, se fossi buddhista farei tanti namiooho rengi ho or kio’, se fossi semplicemente confusa farei un ritiro di meditazione intensivo, ascolterei l’oroscopo di Paolo Fox, mi farei leggere i tarocchi, mi legherei ovunque nastrini verdi, digiunerei, farei un voto….insomma: se solo riuscissi a credere a qualcosa di simile saprei dove indirizzare i miei pensieri. Fatto sta che non mi rimarrà altro da fare che utilizzare la semplice energia di una-fervente-non-credente-in nulla per sperare che tutto vada al meglio. Si, perchè per sperare ci vogliono un sacco di energie. Vedremo se questa pratica non proprio zen e non proprio spirituale darà i suoi frutti oppure se sarà il caso di informarmi sul percorso scientology o cose di questo tipo. 

Cambio discorso perchè in questo esatto momento mi viene da pensare che io odio alzarmi presto. Mi si può chiedere di non dormire la notte, di non toccare letto per due giorni ma se c’è una cosa che detesto è la sveglia di prima mattina. Quando mi capita di dovermi alzare presto mi sento così sventurata e distrutta che mi sembra sia la cosa più trribile del mondo. Ancora mezzo addormentata inizio a pensare a quanto sarei disposta a pagare per non lasciare il letto, mi vengono in mente mille scuse che potrei inventare per non staccarmi dal cuscino, penso che non è biologico se il mio corpo si oppone in questo modo, penso che mi fa male, che potrei ammalarmi, morire addirittura!! Insomma, per me è terribile. Mi rendo conto che può sembrare una considerazione esagerata ma è così. Dopo le prime congetture arriva quasi sempre dopo due o tre snooze la reazione: ed ecco che il mio cervello va a recuperare esempi di persone che conosco e che si svegliano presto, prestissimo e non fanno tutte le storie che faccio io. Mi aiuta pensare a certi amici e immaginarli che in quello stesso momento preparano il caffè, addentano un biscotto o fanno la prima pipì della mattina. Ci sono delle persone in particolare alle quali penso in questi momenti ed è curioso come per incanto il mio cervello riesca ad eseguire l’ordine di alzare il corpo dal letto. Sono piccoli miracoli che passano quasi inosservati tra sbadigli e biscotti ai cereali.

Mi vengono in mente un sacco di altre cose che vorrei scrivere ma ho altro da fare.

Buona Notte