Dai discorsi “rigolanti” realmente avvenuti negli ultimi tempi:

Io: “….sai, torno qualche giorno nella mia città…”

S (francese): “Ricordami qual è…..”

Io: “ Cagliari, Sardegna….”

S (francese): “Sardeeegnaaa! Ma io pensavo che fossi italiana!!”

Io: “…….”

E (inglese): “….tu da dove vieni?”

Io: “ Dalla Sardegna che è un’isola italiana…”

E (inglese): “ Oh yeah…in the bottom of Italy!”

Io:” No, quella è la Sicilia. La Sardegna…..”

E (inglese): “….”

Io: “Noto che gli inglesi conoscono la Sicilia ma nessuno sa nulla della Sardegna…”

E (inglese): “No, ma io conoscevo la Sardegna! Pensavo, però, che non fosse Italia ma un paese esotico abitato da indigeni poco civilizzati”.

Io: “….!!!”

G(italiano della penisola): “Mah…più o meno è come hai detto….soltanto meno esotico di come te lo immagini!!”

Non ho incontrato un solo inglese che conoscesse la Sardegna…nemmeno, aihmè, quando provavo come ultimo tentativo ad identificarla con la Costa Smeralda e quel tipo di turismo. Con i francesi va meglio perché trovandosi sotto la Corsica riescono ad identificarla ma spesso non sanno che fa parte dell’ Italia. Mi viene in mente l’Economist dell’anno scorso che pubblicò in copertina la cartina dell’ Italia dimenticando la Sardegna; e mi viene in mente anche il nuovo sito che il governo Italiano ha creato per incentivare il turismo del Paese in cui le informazioni sulla Sardegna non solo erano antiquate (ad esempio come cinema si citavano il Nuovo Odeon, l’Olimpia ecc ) ma pure inesatte come la descrizione della festa di S. Efisio. Visto che il nostro stesso governo ci “dimentica” credo che a livello regionale bisognerebbe fare qualcosa di più per incentivare l’immagine dell’isola nel mondo o almeno nell’ Europa. Altre regioni italiane lo fanno benissimo e noi non dovremmo essere da meno visto che il turismo resta l’unica vera fonte di riscatto.
Però…ad onor del vero devo riportare un altro discorso “rigolante” che riguarda le nostre stranezze linguistiche…

Io: “…quando vai via?”

M (italiano): “ il 30 agosto…”

Io: “ah ma allora ti restano solo un paio di giorni….”

M (italiano) “Beh, non proprio. Un paio di settimane vorrai dire!”

Io: “hahahahah! Scusa…ho usato il “paio” sardo…hahaha

In effetti un paio sono due ma noi sardi lo utilizziamo anche per esprimere un po’, pochi….Da noi “boh” può esprimere dubbio ma può anche significare “basta”. La tuta da ginnastica, non so davvero per quale strano motivo, si chiama canadese. Mi verrà senz’altro in mente altro….
Invece pensavo che in italiano diciamo: “faccio la doccia” ma in inglese e in francese, ad esempio, “I take a shower” e “Je prendre une douche”…quindi “prendo una doccia”. Con il rischio che se traduci letteralmente dall’italiano “je fais une douche” ti chiedono se per caso fai il muratore! J
Qui il panino si chiama “panini” e se sono due diventano “paninis”. Qualche giorno fa spiegavo ad un francese che “avevo mangiato un paninO” e lui per correggermi: paninì! Ed io: “C’est italien, c’est pas panini mais PANINOOOO!”
Sono tante le cose divertenti: i francesi che parlano l’inglese e ancora di più gli inglesi che a volte, ma solo a volte, si degnano di parlare in francese – loro che non hanno bisogno di imparare nessun’ altra lingua! Tzè.  Per non parlare delle situazioni, delle stranezze, degli scherzi…. si, si….è un periodo rigolante ed ora vado.