B. è morto l’altro giorno. Io non c’ero, ero qui. B. non sapeva il giorno e l’ora esatta ma sapeva che difficilmente avrebbe superato i trentacinque anni. Come ci si sente a sapere quanti decenni si hanno a disposizione? Come ci si sente a saperlo fin da piccoli? Come ci si sente a trent’uno, trentadue…quando il tempo a disposizione è quasi terminato? Sentiva che qualcosa non andava, sapeva già che rimanevano pochi giorni. Ma credo che la sua inquietudine si possa solo compatire e difficilmente comprendere. Solo suo fratello L. avrebbe capito  perchè è accaduto anche a lui quattro anni prima.

Stasera ho saputo che G., una mia cugina, è morta anche lei. Emorragia cerebrale, un lampo, un interruttore che si spegne. Buio. Non vedevo G. da anni. Non ci sentivamo mai. Appartiene a quella numerossissima schiera di cugini che ho perso di vista, dei quali conosco dettagli di vita perchè trasmessi di zia in zia. Quei cugini che quando li rivedi sono solo sorrisi e resoconti di vita precedente. Che lei sapesse, non aveva nessun appuntamento con la morte, nessuna spada di Damocle sulla testa come invece capitava per B. Mio fratello, dandomi la notizia mi scrive: “pensa a quanto è imprevedibile il destino…in un attimo e senza preavviso può svanire tutto”. E’ proprio vero, abbiamo una data di scadenza scritta chissà dove e su di noi incombe il “best before….”: meglio fare e ricevere tutto prima di. Invece chissà quanti baci non dati, telefonate rimandate, saluti approssimativi avrà ricevuto G. BEFORE. Chissà quanti rimpianti per chi pensava di rivederla ancora. Ma questo è uno dei pochi casi in cui si va via senza avvisare, senza salutare e non si passa per maleducati.

Ricordo G. con i miei occhi di bambina. Era bella perchè rideva e scherzava sempre. Era magnetica e ricordo di aver pensato più di una volta di volerle assomigliare da grande. G era ancora giovane e probabilmente ancora bella e divertente, ieri.

 Mi piacerebbe pensare che esistano paradisi magnifici in cui la gente si ricongiunge oppure aspetta di essere raggiunta da chi ha lasciato in vita. Quanto è più semplice e rassicurante credere ad una simile prospettiva? Marx diceva che la religione è l’oppio dei popoli. Quanto si ingannano gli uomini per vivere meglio, per allontanare le loro paure. Quanta paura hanno di guardare le cose per quello che sono?

Credo che l’unico paradiso possibile sia quello dei ricordi. Non credo resti nulla delle persone che muoiono se non quello che hanno lasciato e quello che sono state in vita. I ricordi, però, sono come fotografie che ingialliscono e perdono dettagli fino a diventare fotogrammi nella memoria, istanti in una giornata lunga e impregnata di presente, di ora, di nuovo. Penso a G., penso a B. e da questa distanza quasi mi sembra impossibile non ci siano più perchè nelle immagini della mia mente sono là, poco lontano dai miei occhi che ridono, parlano e si muovono. Non riesco a dormire perchè in questo momento vorrei essere vicino a chi piange per il distacco da loro due. Sarebbe il giusto posto per me …ma devo attendere ancora qualche giorno.

Ho sempre pensato che agosto fosse un mese del cazzo. Quasi ogni anno della mia vita ho avuto validi motivi per rafforzare questa mia convinzione ma mai come quest’anno….