marzo 2007


Cercando e visitando case a Parigi scopo affitto mi è capitato di vedere cose che voi umani…..ecc ecc. Che il bidet sia considerato un oggetto superfluo è fatto noto a tutti.

E’ quasi impossibile trovare un appartamento a Parigi che abbia il suddetto sanitario a meno che non si tratti di case iper costose oppure molto vecchie (prima si lavavano…poi hanno smesso, evidentemente). Ho notato che la logistica nella disposizione delle stanze ha sempre in serbo qualche sorpresa. Ad esempio è frequentissimo trovare il bagno in cucina nel senso che vi i può accedere da tale ambiente. Disposizione decisamente audace se si pensa al profumo della cena sul fuoco che si mischia a quello del bagnoschiuma di chi sta nella doccia. E non aggiungo altro. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

Effettivamente la saille de bain è uno degli ambienti che mi inquietano maggiormente. Chiaramente se si vuole stare in zone centrali della bellissima città il metraggio della casa è limitato ma sfruttato molto bene e al massimo. Noto che si riparmia spesso sulla grandezza del bagno e la cosa più assurda che ho visto tempo fa è stato un lavandino sistemato dentro la doccia. Praticamente per lavarti i denti in quell’ appartamento devi metterti sul piatto doccia. Il bello è che ti mostrano queste oscenità così, in simpatia…come se fosse regolare mentre ti viene da chiedergli ‘ma mi stai prendendo per il culo?’

Spessissimo il wc non è compreso nella sala da bagno nel senso che viene relegato in uno stanzino minuscolo detto anche ‘cagatoio’. Ammetto però che questo possa avere anche una teoria giusta e interessante: separare certi affari sporchi dallo spazio adibito alla cura del corpo sembra una giusta intuizione.

Un’ altra stranezza è che la lavatrice viene sistemata un pò dove capita. Inizio a sospettare che per loro possa racchiudere anche un certo valore estetico da esibire come, che so, un tavolino basso. L’ altra sera guardavo le foto di una casa molto intressante, molto chic, quasi allettante….fino a che non ho aperto la foto relativa al sejour e che cosa noto? Accanto al divano la lavatrice!! Mah. Senza parole.

Gli appartamenti francesi pullulano di piastre elettriche, forno a microonde, fornetti, lavastoviglie, tostapane e qualsiasi altra cosa che si possa attaccare ad una spina. Qui l’ energia elettrica ha un costo molto basso per via del nucleare….e ça va! Una cosa molto positiva è che non esistono funi per stendere il bucato….Nessuno qui stende il bucato perchè tutti hanno la séchage. Io detesto vedere i panni stesi nelle città!

La leggenda metropolitana che vuole i francesi un pò caddozzi non è una leggenda metropolitana. Diciamo che hanno un’ idea del pulito che si allontana molto dal vero concetto del pulito. Ma le mani! Ahhhhhhh….Ho visto donne con i capelli appena lavati dieci giorni fa, vestite davvero con la prima cosa che hanno pescato non dall’ armadio ma dalla cesta del bucato sporco con manicure splendide, perfette. Capita anche di vedere in metropolitana uomini in abito quindi eleganti che poi si siedono e rivelano sotto ai pantaloni calzette corte rosse e con le immagini di topolino. Sono così, sono speciali. Sono francesi.

Una delle cose che ho ritrovato nel mio lungo soggiorno cagliaritano è una ME che quasi ho stentato a riconoscere.

Mi sono ritrovata bambina nei disegni dell’ asilo e delle elementari che sono andata a rivedere. Sgorbietti sempre più precisi con il passare degli anni che mi hanno ricordato le belle sensazioni che avevo nel disegnare, colorore, nel creare la realtà secondo il mio punto di vista. E’ sempre stato così e lo è ancora.

Ho ritrovato me stessa nelle agende smemoranda che ho collezionato negli anni del liceo. Coloratissime, disegnatissime e fittissime di parole. E’ stato inevitabile rileggere qualcosa e non mi sono riconosciuta per nulla in quelle righe. Ho letto cose imbarazzanti, scandalose….quella me insolente si meritava proprio due schiaffi!! Anche se poi ad una lettura più attenta ho rivisto tutti i vuoti e tutti gli ostacoli che ho incontrato e superato a modo mio in questi anni. Allora avrei voluto incontrare quella me, abbracciarla forte (perchè poi era di questo che aveva bisogno) e rassicurarla che tutto sarebbe andato bene.

Ho ritrovato me stessa in un quaderno di appunti in inglese di qualche anno fa. C’erano delle pagine scritte non so in che anno e non so in che giorno. Non sono riuscita a ricordare se quelle parole fossero legate ad un fatto particolare o fossero semplicemente frutto di un delirio immaginario e immaginato. Fatto sta che mi ci sono ritrovata e ho pensato che è strano tornare a Cagliari, a casa mia e ritrovare me e tutte quelle parti di me che ho lasciato indietro e sembrano passate, dimenticate; invece no: in qualche modo restano e credo sia giusto osservarle con gli occhi di oggi.

Ho passato del tempo con quell’ altra me e ci siamo studiate diffidenti chiedendoci se io sono come lei avrebbe voluto che fossi e se lei fosse come io la ricordavo.

Ad ogni modo, le parole che ho trovato in quel quaderno sono queste:

L’ ultima volta che ho pianto.

Domenica pomeriggio di sole e di vento, l’ultima volta che ho pianto. Mi metteva a disagio la trasparenza del cielo e la luce così sincera; solo un vento fortissimo a rendere meno perfetta quella giornata che altrimenti sarebbe stata talmente bella da essere SPIETATA nei confronti del dolore e irrispettosa nell’ imporsi con tutta la sua luce su chi si sente e vuole stare al buio.

Righe salate sulle mie guance come un gesto d’ affetto ricevuto da chi ti vuole bene. Gocce di sale che muoiono negli angoli della bocca rivelando un retrogusto amaro. Amarissimo. E’ questo il sapore delle lacrime che nascono dal dolore.

Domenica di sole, domenica di vento. E non è mattina ma non è nemmeno sera. Hai tutto il tempo per sederti sopra alla sconfitta di un esame andato male, di un torto subito, di un futuro cambiato. Il vento spinge i pensieri in un qualunque pomeriggio di sole: li mischia, li confonde, li trasforma in sensazioni, in lacrime che si spargono pericolosamente sulle ciglia fino a precipitarsi sul viso. Ecco la fine che fanno certi pensieri. Ascoltali: muoiono in un silenzio assordante e sconvolgente.

Nostalgia: per qualcosa che non avevo e che non avevo mai avuto. Un momento tutto mio da rivelare a quel sole superbo, da confessare sotto a quel cielo imbarazzante; sorretta da quel vento vero e imperfetto come me. Il mare dentro agli occhi che sale, sale fino a traboccare.

Non è durato a lungo: il tempo di trasformare la tristezza in un rigagnolo salato non troppo esteso; il tempo di svuotare gli occhi e liberarli dal mare.

Oggi non è domenica e non è pomeriggio. Non soffia il vento e non c’è nemmeno il sole. Non so più quanti anni ho, se al mio ritorno troverò il mio uomo, se domani avrò un lavoro; non so se sono speciale per qualcuno, non so se ho le capacità che credevo di avere.

Vorrei le gocce salate del mio mare a consolarmi ma non le trovo. Vorrei sentire il dolore sulla punta della lingua perchè trasformato in gusto fa meno male. Invece tutto si blocca nella gola . Rabbia e dolore intrecciati in un nodo spesso e forte che non sale e non scende. Bloccata, paralizzata e non sarà questione di poco.

Voglio sentirmi libera e padrona del mio dolore come

L’ultima volta che ho pianto.

FAQ (Frequently asked questions) Questa sezione nasce dall’ esigenza ben precisa di distinguere e catalogare i classici quesiti che mi vengono posti alle cene, ai pranzi o in tutti quei contesti in cui salta fuori che sono vegetariana. Ormai so perfettamente quali domande mi verranno poste e, spesso, anche in quale ordine. Allora via con le faq…Magari ti possono essere utili…anche solo per una ripassata. Tutte quelle che riporto mi sono state realmente poste…anche se alcune sembrerebbero un pò assurde!1.Ah..sei vegetariana? Come mai questa scelta? Da quanto tempo?

Si tratta di una scelta di carattere etico presa più di cinque anni fa e che si basa sul sacro rispetto di tutto ciò che respira ed è il mio prossimo.2. Mangi il formaggio e le uova…quindi non sei una vegetariana vera…. Falso: il vegetariano non mangia la carne e il pesce ma la sua dieta contempla anche uova e latticini; in sostanza tutto ciò che non comporta l’ uccisione dell’ animale. Ad eliminare dalla propria dieta anche i derivati è il vegano. Mi definisco vegetariana ergo non mento. 3. Ma non mangi nemmeno il prosciutto e il salame?

Se ci pensi bene si tratta pur sempre di cadaveri animali!

4.Ma forse anche le piante hanno un’ anima non ci pensi mai? Si e infatti mi dichiaro la nemica numero uno di carote e patate! In ogni caso generalmente mi nutro dei frutti delle piante (difficile beccarmi mentre addento un melo).Se proprio devo essere precisa, poi, sono favorevole all’ eutanasia e sono contraria alle forme vegetative di esistenza. 🙂

5.Come integri le proteine, il ferro, la B12…..?

Se ci pensi bene, prestando un occhio di riguardo alla mia alimentazione è più probabile che sia tu ad avere qualche carenza. Infatti mangiare carne e pesce non è sinonimo di nutrizione corretta. In ogni caso inserisco nei miei pasti cibi molto proteici come legumi, soia e derivati( tofu, temphe..). Inoltre cibarsi di uova e latticini riduce davvero al minimo il rischio di carenze proteiche. Ti vorrei rassicurare, poi, che le mie analisi del sangue sono sempre molto buone…ferro compreso che vanta un valore decisamente dignitoso. Si, a casa tutti bene, grazie. 6. Ma se vai in ristorante cosa mangi?

Pronto? Ravioli, Spaghetti al pomodoro, pasta al pesto, pizza, pasta alle verdure,omelette, crepes, frittate, sformati, tortini, verdure grigliate,formaggi, zuppe, insalata mista, caprese, torta, tiramisù, gelato, caffè e amaro. Paghi tu, vero?7. Più che una scelta sembra un sacrificio. O no?

Non è stata una presa di posizione categorica o un divieto posto a me stessa. Ho maturato la convinzione che utilizzare il proprio ingegno e la propria forza per prevaricare sui più deboli è un gesto ignobile, triste, povero. Un giorno decisi che mi sarei sentita meglio se non avessi contribuito all’ inutile spargimento di sangue. Ho provato e non è stato difficile e men che meno lo è ora. I gusti cambiano, le motivazioni si rafforzano e diventano più numerose. Ora l’ idea di mangiare un pezzo di cadavere condito ha per me lo stesso effetto che può avere per te una zuppa di bruchi, mosconi e cavallette. Nessun sacrificio, dunque, ma solo piacere e soddisfazione ad applicare con i fatti una piccola lezione di giustizia. 8.In pratica mangi pochissimo….

In realtà questo non è esatto….mi piace molto mangiare…..molto!9. Dal colorito e dall’ aspetto in generale non si direbbe che sei vegetariana.

Intanto i vegetariani non sono dei marziani: hanno gambe, occhi e naso proprio come te! E’ un luogo comune pensare che siano bianchi, deboli, tristi, magri, depressi ecc ecc. 10. Questo panino ha formaggio, prosciutto e pomodoro:togli la fetta di prosciutto. Oppure: ho fatto il brodo di carne ma tu mangi solo il brodo. Va bene?

Non molto in realtà. Ribadisco: se ti offrono pennette con ragù di formiche le mangi? Tanto togli i pezzi! ………..Chiaro?

11.Ma la catena alimentare prevede che l’ animale più forte…… Intanto un essere dotato di ragione, quale l’ uomo è, ha saputo distinguersi dalle bestie controllando e dominando gli istinti. In caso contrario nella stagione degli accoppiamenti camminando per via dante e piazza repubblica potremmo ammirare amplessi in ogni angolo. O sbaglio?Non vedo, quindi, perchè non poter ragionare su un fatto così basilare come il cibo. Non esiste un reale motivo per cui un uomo debba cibarsi degli animali se non per il gusto di farlo e soprattutto per l’ abitudine. Lo fai da quando sei nato perchè qualcuno lo ha deciso per te. Anche nei testi sacri, come nella Bibbia, ad esempio, trovi scritto che all’ uomo è concsso il dominio su tutto e tutte le creature. Guarda caso la Genesi è stata scritta non certo da un cavallo! C’è un altro fatto che non condivido: un leone usa i denti per uccidere le sue prede. Una persona a mani nude o con la propria bocca può ammazzare animali di piccole taglie, non certo vitelli e cavalli. Si tratta di lotte impari con armi da taglio o da sparo contro occhi indifesi e gole senza parole. Hai mai sentito come urla un maiale o come geme un agnello quando gli stanno togliendo la vita? Avresti davvero bisogno delle sue parole e delle sue suppliche pronunciate nella tua lingua per fermarti? Ma tu non lo faresti mai non riusciresti nemmeno a picchiare un cane. Ma lasci che qualcuno lo faccia per te. Dalla fettina ben cotta sul tuo piatto gli occhi non si possono vedere, il cuore che batte forte non si sente più, il sangue che gronda è finito, il calore è quello della bistecchiera. Un pò di sale e via. Ormai è morto.

12. In ogni caso la richiesta di carne è talmente alta che anche se tu rinunci a mangiarla cosa cambia?

La vera rivoluzione nasce dal singolo e da esempi concreti. Non ho la pretesa di cambiare il mondo ma cambiare me rispetto ad esso.Siamo circondati da persone che si riempiono la bocca di paroloni sulla pace e la giustizia -magari mentre masticano la carne di un innocente- ma ho capito che chi spreca tanta energia per parlare difficilmente, poi, la trova per agire. In concreto cerco la via migliore per poter applicare e manifestare il mio appoggio verso i più deboli.

Le mie parole chiave sono RISPETTO e LIBERTA’.

Per dirla con le parole di un certo Mahatma Gandhi: Guardando un foglio bianco non siamo in grado di dire quale delle due facce sia il retto e quale il verso. Lo stesso accade con la non-violenza e la verità: non esiste l’una senza l’ altra.

13. La tua religione ti impone di essere vegetariana?

Non appartengo a nessuna religione o nessuna religione mi appartiene. Dopo l’ abbondante infarinatura cattolica tradizionale ho elaborato una precisa idea in merito alla ricerca di un qualsiasi Dio che al momento mi colloca in una posizione decisamente agnostica. Mi piace definirmi laica e difendo con orgoglio LA MIA MORALE.

14. Ti crea problemi se ordino una bistecca? Nel modo più assoluto. Abbi il coraggio di mostrarti l’ assassino che sei! 🙂 In realtà sei libero di mangiare ciò che vuoi esattamente come me. Non cercherei di imporre a nessuno la mia scelta o di esprimere giudizi su condotte di vita differenti dalle mie.

15.Quando avrai un figlio farai in modo che cresca seguendo la tua stessa dieta?

Se mai metterò al mondo un figlio spero davvero che abbia i mezzi mentali per poter elaborare le proprie scelte (non solo in ambito nutrizionale) esattamente come io ho fatto; soprattutto spero che possa avere un pensiero libero e non schiavo di inutili condizionamenti sociali. Di certo saprà perchè sua madre è vegetariana ma deciderà cosa mangiare; conoscerà il mio punto di vista e quello di altri ma spero possa maturare una identità propria abbastanza forte da renderlo autonomo e indipendente moralmente.Sia chiaro: non cucinerò hamburger per nessuno. Mai.

 16. Ti senti diversa?

La diversità è uno stato preciso in cui si è soliti relegare qualcosa che non ci riguarda, che sfugge ai nostri schemi prestabiliti Il ‘diverso’ in quanto tale non esiste ma esistono persone che decidono che un determinato individuo lo sia. Dunque, stabilisci personalmente se ritieni che possa essere ritenuta diversa secondo il tuo ordine di idee.

17.ll trasgressore ha qualcosa da dichiarare? In effetti si. Pensavo che tutte le volte che si cena o pranza con nuove conoscenze che ignorano la mia decisione alimentare devo subire un vero e proprio terzo grado. Mi lusinga tanto interesse (anche se a volte capita che si manifesti con un certo astio) ma vorrei consumare il mio pasto quando è ancora caldo. Forse dovrei domandarti anche io perchè mangi spezzatino! In realtà parlarne non mi pesa, anzi; se può essere uno spunto di riflessione in più per il mio interlocutore tanto meglio!

Del resto chi mi ama mi segua…o almeno provi a capirmi!