Sono affezionata all’ indolenza della domenica pomeriggio. Quando tutto fuori inizia a diventare più scuro per cadere nella notte. Quando ti svegli con il libro in mano e realizzi che ad un certo punto della pagina sei passato alla piccola e breve morte perdendoti in un sonno involontario, non programmato: per me il miglior modo di addormentarsi. Quando cerchi lucidità in una tazza di tè nero e dopo mezz’ora fai il bis perchè ti sembra sia durato troppo poco. Il tè. O la lucidità.

E’ così….è l’indolenza della domenica pomeriggio. Quando si ridimensiona tutto e le cose brillano sotto la luce artificiale della tua casa sembrando più tue.

La domenica è così…è un giorno normale. Se devi esser SUPER in qualcosa lo puoi essere il mercoledì, il giovedì forse il sabato. Ma di domenica mai.

La domenica è sussurrata, è lenta, è biologica, tranquilla….anziana, forse. La domenica le persone hanno un viso disteso e dei modi meno nevrotici. La domenica si ascolta di più e si urla di meno. Ci si ferma e si respira. E più respiri e più ti viene in mente che dovresti farlo più spesso. E più respiri e più ti viene in mente che l’hai fatto per tutta la settimana ma mai, dico, mai te ne sei accorto.

Per l’ indolenza. Della domenica pomeriggio.

Che rende malinconici, veri, umani.

Quell’indolenza della domenica pomeriggio che ci fa sentire a casa anche se non lo siamo.

Nel tè nero ho aggiunto solo zucchero e una fetta di limone. Giuro.