Una delle domande che mi piace fare alle persone è: ‘quanti caffè bevi al giorno?’

Intendiamoci, non si tratta della prima cosa che chiedo e tantomeno lo chiedo sistematicamente. Però, se in qualche modo si arriva a parlare della bevanda scura, la curiosità che più mi pizzica è conoscere il numero dei caffè che generalmente il mio interlocutore assume durante la sua giornata.

Certamente è una domanda banale ma, per quanto mi riguarda, non significa solo acquisire un particolare in più della quotidianità altrui.

Il caffè non è solo una bevanda. E’ soprattutto un momento;

un momento di pausa nella giornata; una ricerca disperata di lucidità, di carica; un modo come un altro per tentare di sconfiggere il sonno. E’ una cesura precisa a fine pasto che ne decreta la fine o che ne prolunga il piacere…dipende dai punti di vista. E’ un modo per incontrarsi, un pretesto per parlare, per stare insieme.

A volte, prendere un caffè significa rimandare o prendere tempo; creare un momento preciso in cui trovare il coraggio o, semplicemente, la voglia di iniziare a fare qualcosa. A chi non è capitato di prepararsi un caffè prima di iniziare a studiare (provandoo un’avversione totale e sperando in un’ improvvisa ispirazione nella tazzina)? O prima di iniziare un lavoro noioso? Si, perchè il caffè non è solo quello che si beve. Il caffè è passare sotto l’ acqua la caffettiera, riempirne la base con il giusto livello d’ acqua, aprire la scatola e sentirne il profumo diversissimo da quello che berrai, dosare meticolosamente ogni singolo cucchiaino di moka per non rovesciarla sul piano, chiudere e mettere sul fuoco la caffettiera e, infine, aspettare. Solo qualche minuto: il tempo di una pausa appunto; di un pensiero; di un progetto per una giornata che andrà sicuramente in modo diverso da come la si è programmata.

Io credo che il caffè nemmeno mi piaccia. Non ci metterei tutto questo zucchero altrimenti! Però mi piace prenderlo, il caffè. Per tutte le ragioni che ho esposto prima e per una ancora più fondamentale: adoro l’ effetto della caffeina che mi rende lucida e scattante. Quindi sapere quante tazzine ne bevano gli altri mi aiuta a sentirli più vicini, ad immaginare la loro giornata, la loro tristezza o la loro euforia. Mi aiuta a capire quanta carica cerchino o quante volte sentano il bisogno di bloccare il tempo e dedicare a sè stessi qualche minuto.

Sommo Giove!! (indovina a chi si riferisce la citazione). Ma che ho scritto?

Te lo spiego io: si è rotta la caffettiera ‘casteddaia’ e da diversi giorni non bevo caffè. Al più presto acquisterò una caffettiera elettrica perchè ordinare un caffè nella maggior parte dei bar o ristoranti di Parigi è poco indicato….diciamo che il risultato lascia un pò a desiderare.

Insomma…..se lo fai, un goccio lo bevo anche io!🙂