febbraio 2006


Il fatto è questo: febbre molto alta e tosse da sabato. Non mi capitava da anni. Se questa elevata temperatura dovesse causarmi danni permanenti al cervello e inizieranno comparire su questo blog post sul Grande Fratello, il mio amore che non chiama e Incantesimo….fate finta di niente e lasciatemi vivere nell’ illusione di non essere stata mai diversa da come sarò.

Qualora, invece, dovesse trattarsi di qualcosa di più serio….beh….il DE VITA potrebbe suggerire qualcosa sul da farsi.

Togli termometro: 38,6…. Oh no! mi sa che anche stanotte farò dei ‘bei viaggi’.

Scccchhhhhhh….. fai silenzio che provo a dormire!

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Questa mattina sono stata ad un funerale.

Cattolico.

Tutte le volte che mi capita di presenziare a funzioni di questo tipo mi ritrovo ad osservare la cerimonia di atteggiamenti che gravitano intorno al defunto: lacrime, abbracci, spasmi, singhiozzi, ‘perchèèèè’….Righe salate sotto gli occhiali scuri e anadatura trascinata, sospirata, china e debole.

Forse sto per scrivere qualcosa che non ti piacerà e allora ti invito a non proseguire nella lettura se credi che il contenuto che segue possa offenderti in qualche modo (come si fa nei siti porno, no?); infatti, per onestà intellettuale, proseguo nella mia riflessione incurante delle conseguenze.

Ai funerali le persone piangono principalmente su se stesse, sulla propria disperazione e fragilità. 

Quanto egoismo, quanta presunzione nel ‘perchè proprio a me’; è morto il MIO amico, il MIO vicino, la MIA nonna….come se si trattasse di una privazione ingiusta di qualcosa che mi appartiene. Eppure si sa dal principio che il gioco è questo, funziona così: non ci è dato sapere ne come ne quando.

Eppure capita di leggere: ‘prematuramente scomparso..’ ‘ troppo presto si è spento il caro…”

Ma prematuramente rispetto a quale valore dico io? Esiste un’ età traguardo oltre la quale è lecito morire? Forse che andrebbe accompagnato da un più appropriato ‘dopo una vita esageratamente lunga ci ha lasciato….’ uno che muore a 110 anni? Chi o cosa può stabilire che 5 sono pochi, 86 troppi, 68 vanno bene?

Stupore, sorpresa, visi trafelati che gridano alla tragedia!

Non mi pare di aver firmato un contratto alla nascita che mi garantiva il soggiorno in questo mondo per tot anni e in condizioni ottime o, se è successo, davvero non ricordo.

Il punto è che non è mai un buon momento per morire, se ci pensi, e quello che ci incastra è la fottuta PAURA.

Dell’ aldilà? Del buio? Di scoprire quanto si è soli mentre si muore anche se ti tengono la mano in 20?

Io dico PAURA di scoprire cosa significa NON ESSERE.

Non essere quello che sei stato fino a quel momento: figlio, amico, marito, fratello, vizioso, bastardo, infedele, generoso, capo condomino.

Fare quell’ inquietante passo nel buio che ti separerà da quel microscopico cosmo in cui hai gravitato per una manciata d’anni senza poterti portare nulla di tangibile; nemmeno la playstation o il tuo corpo! Per sempre.

Quante volte lo pensi, lo dici, lo prometti…questo ‘per sempre’? Menti sapendo di mentire!

Altro che De Beers…

Morire è l’unico fatto realmente irreversibile che può accaderci.

Tutto cambia e si trasforma. Dalla decomposizione del tuo organismo nasceranno nuove forme di vita (bara sigillata permettendo!)

Ammetto che sia una visione poco romantica ma credo che sia anche la più verosimile.

Sono sempre al funerale. Al centro un anonima scatola rettangolare che contiene un corpo vuoto. Non mi piacciono le bare; sono dei contenitori anonimi. Non amo nemmeno che si mostri il defunto ‘per l’ ultimo saluto’…. magari dopo una straziante malattia o un terribile incidente.

Non vorrei mai che le persone conservassero il ricordo del mio cadavere. Non provare a dire che in ogni caso mi ricorderesti per come mi hai vista nel pieno delle forze e dello splendore; di tutte le persone che ho visto sul letto di morte ho certo un filage di ricordi legati a quando erano in vita che si conclude, però, con l’ ultima immagine che ho di loro: feddi, vuoti e rimpiccioliti. Non vorrei nessun vestito in particolare, non vorrei nessun curioso a pronunciare l’ inflazionata frase ‘ sembra che dorma’ e non vorrei che mi si mettessero le mani giunte sul petto. Mi piacerebbe, piuttosto, che il mio corpo sparisse così come ‘la mia anima’ (il concetto di anima è ricco di insidie ergo lo inserisco tra virgolette); in definitiva preferirei essere cremata e disfati delle mie ceneri come meglio credi; a quel punto e in quello stato non credo che avrò preferenze tra mare, montagna o giardino….

C’è una cosa che davvero non sopporto: l’ applauso che accompagna l’ uscita della bara a fine messa.

Non ha alcun senso, non segue nessna logica se non quella dei presenti che dimostrano, in questo modo, che ‘loro c’erano’ commossi e partecipi all’ ultimo saluto per l’ ‘indimenticabile’.

Non venirmi a dire che l’ applauso è per LUI, non venirmi a dire che si battono le mani ‘come a conclusione di uno spettacolo quale è la vita’.

Estenuante e gigantesca CAZZATA.

La vita non è uno spettacolo. Gli spettacoli di qualsiasi tipo partono da noi e si ispirano alla vita ma non è mai il contrario.

Piuttosto si tende a spettacolarizzare ogni cosa per un narcisismo odioso e ostentato a tutti i costi.

L’ applauso è per i presenti, per il prete, per i parenti, per gli amici….per tutti tranne che per LUI.

E sai qual è la cosa più triste? Che alla gente viene la pelle d’oca con quel battito di mani incessante e si commuove per un sentimentalismo ipocrita quanto inconsapevole. L’ esempio che può illuminarti è molto semplice. Sei sul letto di morte di tua nonna, le stringi la mano per infonderle coraggio e per sentirla vicina ancora un’ istante, ultimo respiro e TAC….andata. Tu e il suo povero corpo. La prima cosa che fai è un applauso? Ovvio che no. Non avrebbe senso.

La conclusione è molto semplice: non si è in grado di attribuire un valore al SILENZIO che in certi momenti è quanto di più alto e davvero profondo possa esistere. Chiudi quella bocca, lascia ferme quelle mani e ascolta in silenzio solenne una vita che finisce; e se riesci, prova ad ascoltare il rumore di un ‘anima’ che se ne va.

E sia così.

Sul comodino: un CD dei Foo Figthers, due libri: Nahui di Pino Cacucci e un altro di Giulio Giorello “Di nessuna Chiesa- la libertà del laico”; il cellulare ( 1 nuovo messaggio, lo leggo tra un pò); una bottiglia d’ acqua.

Mi rifiuto di informarti sul suo contenuto in sodio; so bene che il valore che esprime il benessere fisico è 0,01 %: sodio, grassi….e anche quoziente intellettivo pare.

E’ una sorta di pi greco vincente riportato in qualsiasi prodotto al supermercato. Un’ ossessione tale da far sentire in colpa chiunque consumi un succo di frutta con il 5% di grassi.

Per vendere ci si inventa qualsiasi cosa. Non ci sarà da stupirsi se le persone verranno esortate a consumare almeno 2 litri di amaro montenegro perchè elimina la cellulite.

Queste trovate geniali hanno convinto i più che bere un’acqua che non abbia determinate caratteristiche può avere effetti dannosi sull’ organismo. Poco importa se fino a qualche anno fa sono nate e invecchiate intere generazioni dissetandosi con banalissima acqua, che non aveva alcuna pretesa di renderti leggero, bellissimo e vincente come quella attuale promette.

Ahhh! Il mercato….questo mondo fantastico!

Mi piace la creatività che sta dietro a queste trovate. Ma trovo più comico che alcune persone (tante pare) prendano alla lettera certi suggerimenti pubblicitari pensando di aver trovato la soluzione ai loro problemi.

La verità è che ci si ‘beve’ davvero tutto, non solo l’ acqua.

Se sottilenei che lo yogurt contiene il bifidus riesci a farlo pagare due euro in più! Ma vuoi mettere? Dopo 15 giorni la tua vita migliora sensibilmente, il tuo uomo ti ama di più, se giochi al lotto vinci! Ma soprattutto…se smetti di mangiarlo è un casino.

Vendono una marea di cose che ti dovrebbero dare una marcia in più la mattina: integratori, merendine, il latte arricchito, pseudo yogurt in formato mignon che oltre ad avere il bifidus (sempre lui) ti sistema l’ organismo in modo tale che lo stress non si attacca a te, il raffreddore non può venirti, in palestra non ti stanchi mai, in ufficio non perdi la concentrazione…insomma se lo prendi tutti i giorni, ma proprio tutti magari anche alla sera, diventi una specie di cyborg e forse dopo qualche mese non hai nemmeno bisogno dell’ ombrello per ripararti dalla pioggia. Ci pensa il bifidus!

Sarà ma la mattina credo che l’ oggetto più insultato e maltrattato continui ad essere la sveglia e prima di ingranare la “marcia in più” devi mettere la prima, la seconda….sempre che non si inizi in retro.

Secondo te, poi, perchè il fondotinta deve durare 16 ore? Ma non sarebbe meglio passare da casa, lavarsi la faccia e truccarsi di nuovo per la sera? Anche una doccia non ci starebbe male. Mi sa che rientra nella stessa categoria dei deodoranti che durano sette giorni.E qui non c’è bisogno di commenti.

Riusciranno a venderti qualsiasi cosa se ti convinceranno del fatto che ‘qualsiasi cosa’ è un sine qua non, una priorità.

E con questo non mi riferisco solo a ciò che puoi acquistare con carta di credito e banconote………

In realtà non ti serve nulla, puoi fare a meno di tutto e di tutti. Ciò che ti rende dipendente è ‘l’attaccamento’. Uccidilo e sarai libero davvero.

Ed ora bevo un pò d’ acqua, metto via i libri e il CD e spengo la luce.

Buio.