Questa ve la devo raccontare. Prima di tutto perchè più che la cronaca di una serata insolita è un suggerimento per un tipo di cena che davvero dovreste provare.
Il posto si chiama Dans le noir. Probabilmente ve ne ho già parlato: si tratta di un ristorante gestito da non vedenti. Qui anche le persone dotate di vista mangiano al buio completo ed entrano nella dimensione di chi possiede questo handicap. Diciamo che detto così ti immagini il buio della notte….quello in cui vedi qualche sagoma…intuisci. Invece è proprio buio profondo, pesto, da panico. Arrivi, metti le tue cose in un armadietto, lasci tutto: telefono, orologio, cappotto. Li rivedrai quando avrai finito. Scegliamo il piatto a sorpresa…rigorosamente VEGETARIANO per la sottoscritta!

Viene a prenderti la cameriera o il cameriere, nel mio caso Veronique,  una signora simpaticissima e disponibile. Ci ha chiesto i nostri nomi (ero con due amiche) e in tutta la serata non li ha dimanticati  e nemmeno si è mai confusa. Si entra in fila indiana…ognuna con le mani sulle spalle di quella che la precede. Capofila, ovviamente, Veronique.
Entri nel buio buio, nel nero fitto che quasi si potrebbe tagliare da quanto è denso. Eravamo completamente spaesate e da sole non avremmo saputo muovere un passo. E’ stata Veronique a condurci al tavolo a farci sedere sulla sedia tenendoci per i fianchi; ha guidato le nostre mani sulle posate, sui bicchieri, sul pane. Per poter bere ci ha spiegato che è necessario lasciare le punta delle dita all’ interno del bicchiere e appena senti l’ acqua a quel livello smetti di versare.
Dentro quel buio i ruoli sono invertiti: siamo noi i diversamenti abili, siamo noi a nuotare nell’ indecisione, a non capire cosa ci circonda.
Quella donna non vedente sapeva guidarmi con certezza mentre noi eravamo prive di riferimenti. Le persone intorno (il locale era pieno) erano solo voci. Voci a destra…a sinistra….le stesse amiche con cui ero sono diventate voci e mani che ogni tanto toccavo.
Quando non vede, la gente tende ad aumentare il tono della voce; si isterizza, ride…è presa dal panico. In un ristorante normale se qualcuno urta la tua sedia nemmeno ci fai caso ma qui ti senti vulnerabile e ogni colpo involontario ti spaventa.

Ciò che più mi ha colpito è che lo spazio non esiste: ti sembra di stare all’ interno di qualcosa immensamente grande…infinito. Ti sembra altissimo, ti sembra senza fondo, senza profondità, forma, confini e colore.
Il silenzio crea tensione: veniva spontaneo chiamarci all’ appello se una di noi stava zitta per due minuti. Credo che questo dipenda dal fatto che noi vediamo le persone soprattutto con gli occhi e non ci fidiamo degli altri sensi che abbiamo a disposizione che in un caso come questo si mostrano atrofizzati per il non utilizzo.
Ho mangiato al buio senza capire esattamente cosa e mi era indispensabile tastare con le mani. Capitava di portare alla bocca la forchetta vuota che non aveva pescato nulla dal piatto oppure dei bocconi più grandi del previsto.

Francamente non mi sembra di aver gustato la mia cena: non ho avvertito nemmeno un senso di sazietà. Dicono che al buio le verdure acquistino un sapore più intenso mentre il pesce perda molto. A proposito di pesce: ad un certo punto abbiamo visto delle luci fosforescenti. E’ stato l’ unico momento in cui abbiamo intuito qualche sagoma dei vicini di tavolo. Quei strani pezzetti verde brillanti erano proprio pesce.

L’ unica cosa certa che c’era nel mio piatto era un purèe buonissimo….nel dessert il cioccolato e della frutta sciroppata. Ma per il resto non saprei davvero dirvi che cosa ho mangiato.  Non vedere confonde e forse fa perdere anche un certo gusto nel mangiare. Ho realizzato quanto sia importante guardare il piatto, riconoscerne i colori, le forme.
E’ sicuramente una questione di abitudine e forse bisogna provare a mangiare in questo modo più di una volta per gustare a pieno i sapori.
Veronique tornava di tanto in tanto per sapere se andava tutto bene e al termine ci ha fatte uscire con lo stesso sistema utilizzato all’ ingresso: ci ha prese per mano,  ha disposto la fila e ci ha riportate alla luce…. Siamo state qualche minuto in un atrio semi illuminato perchè la luce diretta è troppo forte. Gli occhi si chiudono…non si vede bene e ci si mette un pò ad abituarsi alla solita luce. Dans le noir è stato aperto anche a Londra e a Mosca. Se vi capita, andateci. E’ molto più di una semplice cena.